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Tatuaggi e piercing tra divieti, multe e lotta agli “abusivi”

14 Luglio 2021 – 07:52

Corsi obbligatori per chi esercita e necessità per i minori dell’autorizzazione dei genitori

Tatuaggi e piercing tra divieti, multe e lotta agli

Almeno 1.000 ore di attività teorico-pratica e 500 ore di tirocinio o laboratorio. È quanto dureranno i corsi obbligatori di formazione per gli operatori di tatuaggio e piercing, introdotti con l’obiettivo di «fornire adeguate competenze, in particolare, in materia di anatomia, fisiologia e patologia, nonché ai rischi connessi per la salute, norme igienico-sanitarie e di prevenzione di patologie infettive ed allergie». Questa è una delle novità introdotte dalla legge regionale della Lombardia – primo firmatario il presidente della commissione Attività produttive Gianmarco Senna (Lega) – approvata all’unanimità dal Consiglio regionale. Il provvedimento, arrivato in aula dopo un lungo iter in commissione e dopo numerose audizioni con i rappresentanti delle associazioni di settore, ha come «duplice obiettivo – si trova ancora scritto – quello di salvaguardare la salute dei cittadini e tutelare la professionalità di tatuatori e piercer, definendo in maniera puntuale i requisiti per esercitare queste attività e prevedendo regole certe e sanzioni adeguate in caso di violazioni».

L’esercizio dell’attività senza il possesso dei requisiti formativi, infatti, sarà punito sanzioni da 3000 a 15000 euro. Multe anche per chi farà tatuaggi e piercing a minori di 18 anni senza il consenso di genitori (o tutori). Fatta salva la deroga, sempre con autorizzazione di esercita la potestà genitoriale, per il buco al lobo dell’orecchio ai minori di 14 anni, i piercing sono sempre vietati ai minori di 14 anni, così come è vietata l’esecuzione di tatuaggi sui minori di 16 anni. Previste sanzioni da 3000 a 15000 euro anche per chi esercita l’attività in violazione o senza il possesso dei requisiti igienico-sanitari previsti. A questa sanzione, si aggiunge anche l’immediata sospensione della licenza e la chiusura dell’attività qual ora non si ottemperi a quanto prescritto. Soddisfatto il relatore Senna: «Con questa legge andiamo a normare un settore piuttosto frammentato». Favorevole a stabilire una norma di riferimento anche il Movimento 5 Stelle, che con il consigliere Raffaele Erba, ha ribadito «l’esigenza di individuare una legge di riferimento che regolasse in maniera chiara e inequivocabile il percorso di formazione necessario per esercitare la professione, anche nell’ottica di tutelare chi già lavora in questo campo e lo fa in maniera coscienziosa». Della stessa opinione, la vicepresidente della IV commissione Paola Romeo (Forza Italia): «Contrastiamo il rischio di un abusivismo che per prima cosa va a colpire chi lavora rispettando sempre regole e sicurezza. Puntiamo a tutelare la salute e a valorizzare le capacità artistiche degli operatori». Anche il consigliere del Pd, Raffaele Straniero, ha sottolineato il duplice obiettivo della legge: «Un corretto percorso formativo che occorre seguire per esercitare queste attività, nello stesso tempo evitando di penalizzare gli operatori già attivi; e stabilire i requisiti e le regole per esercitare le attività stesse a tutela della salute di tutti». Pienamente favorevole la Lega. «Il settore è in ampia espansione e si sentiva l’esigenza di una legge che garantisse maggiore qualità e professionalità. Regione Lombardia va a colmare un gap che esiste anche a livello nazionale» ha osservato la consigliera Silvia Scurati.

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