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Temptation Island e l’amore: quando il sentimento non è abbastanza arriva l’ossessione per fare audience

Tommaso durante uno dei falò
Giorgia Gobo

Giorgia Gobo Collaboratrice FirenzeToday 17 luglio 2021 00:24

Quest’anno più che Temptation Island, dovrebbe chiamarsi “obsession island”, ovvero l’Isola delle ossessioni. Nelle prime tre puntate andate in onda abbiamo visto il fidanzato ossessionato dal corpo della fidanzata, quello così ossessionato dal suo di corpo da arrivare a chiedere alla produzione dei pasti cucinati solo per lui e più in generale un’ossessione legata ai soldi e all’essere mantenuti. Questa però è un’edizione particolare anche perché, per la prima volta, sono state solo le ragazze a chiamare il programma, spiegando i numerosi problemi e dubbi che le hanno portate a scegliere la tv invece di un terapista.

Le clausole del contratto, che regolano il rapporto dei concorrenti con l’esterno, sono molto rigide: forse oltre a tutelare il programma dagli spoiler la produzione potrebbe lavorare un po’ di più sul ciò che va in onda. Il problema non sono le coppie in quanto tali, ma il ruolo della trasmissione, che andrebbe rivisto. Filippo Bisciglia, il conduttore, spesso è anche impotente di fronte alle giustificazioni che fidanzate e fidanzati danno durante i falò però, ogni tanto, avere un osservatore esterno che critica apertamente i comportamenti ingiustificabili delle “coppie” sarebbe opportuno.

Temptation Island e il rapporto con il pubblico

Lasciare che sia il pubblico, da solo, a capire cosa è giusto e cosa è sbagliato non porta sempre ad un risultato univoco e così si possono creare dei fraintendimenti. Il programma, come molti altri che trattano di sentimenti, è molto seguito: durante e dopo ogni puntata, sono migliaia i commenti di sdegno, solidarietà, critica e compassione che vengono condivisi sui social.

Chi vive una relazione iniqua e insoddisfacente trova nel programma una magra consolazione, nascondendosi dietro al mal comune mezzo gaudio, chi invece pensa di vivere la storia perfetta la commenta – dall’alto della sua esperienza – paragonando la propria relazione a quella tossica della tv. Chi non ha una relazione guarda queste coppie disfunzionali ringraziando il cielo di essere da solo e non mal accompagnato e poi ci sono quelli che guardano la trasmissione solo per svago e non fanno paragoni con la propria vita.

Proprio per questo motivo se ci fosse un commento che sottolinea, talvolta l’ovvio, forse chi guarda Temptation e fa un confronto, tra sè e loro, potrebbe essere aiutato nel comprendere che determinati comportamenti non sono la normalità. Perché impedire che la fidanzata indossi un bikini, un vestito corto, che parli e interagisca con altri uomini, in amicizia, non è normale, come anche chiamarla fallita, nullità, casalinga (con tono accusatorio), perché definire il proprio compagno viscido e descrivere come “una cosa sporca” fare l’amore con chi si dovrebbe amare non è normale. Sono comportamenti, imposizioni e parole ingiustificabili anche per un programma d’intrattenimento, perché questo va ricordato: Temptation Island non si vuole elevare a documentario o ricerca sociologica. Queste frasi però non sono dette nelle mura di casa, durante un confronto a due, ma sono pronunciate in tv in un confronto tra uno e milioni di telespettatori. 

Le due coppie limite di Temptation Island: Valentina e Tommaso, Manuela e Stefano 

Qual è il confine tra intrattenimento e realtà? cosa è reale e cosa romanzato (non per forza da un copione ma dagli stessi protagonisti). Due coppie su tutte meritano un’analisi: quella di Valentina e Tommaso e quella di Manuela e Stefano.

I primi sono stati i più discussi non solo per la grande differenza d’età, 40 lei 21 lui, ma per la gelosia ossessiva che Tommaso aveva per la fidanzata. Sono stati i primi ad abbandonare il programma e quindi a chiamare il falò di confronto anticipato. Valentina ha dovuto, e voluto, vedere e ascoltare i video del super innamorato fidanzato mentre dà di matto per un bikini, mentre la definisce una traditrice per aver messo il copricostume che lui le aveva vietato e poi sempre per ripicca, e per stupidità, si avvicina ad una sigle che palesemente non era interessata e la bacia, più e più volte, fino a dichiarare “forse non ero innamorato come pensavo, Valentina non è la donna della mia vita”. Queste scene hanno lasciato il segno nel pubblico, non solo per Tommaso e il suo essere esagerato e possessivo, ma anche per il comportamento passivo di Valentina che riconosce i problemi della coppia, ma li giustifica nonostante la facciano soffrire. Emblematico è stato il loro confronto dove Bisciglia, che solitamente evita di commentare, è stato costretto a intervenire perché la discussione continuava ad essere incentrata su ciò che aveva sbagliato Valentina, ma non sul tradimento (che sarebbe poi andato in onda in tv) di Tommaso che ripeteva di aver fatto ciò che aveva fatto a causa delle mancanze di rispetto (inesistenti), della compagna.

Chi ritiene la loro storia la “peggiore”, sbaglia. La relazione tra Manuela e Stefano è incomprensibile tanto quanto, se non di più, di quella tra Valentina e Tommaso. I due sono logorati dal risentimento, dalla mancanza di fiducia e di rispetto. Ecco come si può riassumere “l’amore” tra Manuela e Stefano. Nessuno, neanche i loro compagni d’avventura hanno chiaro perché i due stiano insieme. Una tradita, l’altro insoddisfatto riversano l’uno sull’altra le proprie insofferenze e frustrazioni. Si dedicano offese e parole poco gentili tanto che Stefano è arrivato a chiamare la compagna oltre che casalinga, con un’accezione negativa, anche “Fallita di mer*a”; mentre Manuela rimasta ferma al giorno in cui ha scoperto i numerosi tradimenti lo accusa di ogni mancanza, di ogni gesto tanto che descrive il fare l’amore con lui così: “Anche quando viene a casa mia la sera, io non ce la faccio a fare l’amore, mi sembra una cosa sporca come lo fa lui. Lo fa in modo meccanico”. La domanda sorge spontanea, come fanno a stare ancora insieme, cosa li lega? forse solo il ricordo di ciò che è stato.

Queste storie possono essere d’esempio? È necessario che la tv offra questo servizio di consulenza? Forse no, ma visto l’enorme successo della trasmissione la necessità è messa in secondo piano dalla curiosità, perché alla fine l’essere umano è un gran pettegolo.

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