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Tokyo 2020 al giro di boa: l’Italia sogna con Jacobs

Marcell Jacobs - © www.giornaledibrescia.it

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Tokyo 2020 ha virato la boa di metà Olimpiade: per l’Italia nel secondo sabato di gare sono piovute medaglie un argento e tre bronzi che hanno permesso di sfondare il muro dei 600 podi nella storia azzurra a Cinque cerchi. Il medagliere italiano finora dice: due ori, otto argenti e 14 bronzi. E ora tutta l’attesa è per le 14.50 della domenica italiana quando si correrà la gara olimpica per eccellenza: la finale maschile dei 100 metri. Per la prima volta, ci potrebbe essere un italiano, Marcell Jacobs, qualificato per le semifinali (insieme all’altro azzurro Filippo Tortu) grazie al successo in batteria, ottenuto con il nuovo record italiano di 9«94 che ha migliorato il suo 9»95 fatto registrare lo scorso 13 maggio a Savona.

L’obiettivo dichiarato di Jacobs è il pass per la finale a otto, ma le sensazioni trasmesse del velocista, nato in Texas da padre americano e madre italiana, con la quale ha vissuto fin da bambino nel Bel Paese, permettono di sperare addirittura in una prima domenica d’agosto da ricordare per sempre.

Di ricordi gloriosi è piena la storia italiana alle Olimpiadi, a partire dal primo, quello del cavaliere Gian Giorgio Trissino, a Parigi nel 1900, per arrivare al podio numero 602, quello del sollevatore di pesi Nino Pizzolato, qui a Tokyo bronzo come la pugilatrice Irma Testa (podio numero 600). Dal primo al 602esimo, c’è la storia italiana del Novecento e dei primi anni Duemila, con le 130 medaglie della scherma, le 60 dell’atletica, le 48 della boxe. Chiudono la classifica degli sport medaglie, il tennis e il beach volley, con un metallo ciascuno. Sul podio di Tokyo 2020, oggi, è salito, non senza rimpianti per l’oro solo sfiorato, anche Mauro Nespoli, argento nella prova individuale del tiro con l’arco. E poi entra nelle pagine belle di questa Olimpiade azzurra il terzo posto della nuotatrice Simona Quadarella negli 800 stile libero. E oggi anche un altro italiano ha, per ora solo virtualmente, ricevuto dal Cio la sua meritata medaglia di bronzo: il canottiere del 4 senza Bruno Rosetti, che solo due ore prima ha dovuto rinunciare alla finale olimpica perché risultato positivo al covid. Nella capitale giapponese, l’ottava giornata di gare, quella che ha assegnato più medaglie (21), ha quindi allungato l’attesa italiana per l’oro. Finora l’hanno conquistato solo Vito Dell’Aquila nel taekwondo e la coppia Federica Cesarini-Valentina Rodini nel doppio pesi leggeri del canottaggio.

Fare bilanci, in un’Olimpiade caratterizzata da molte cadute degli Dei e da tante sorprese (del resto è la prima a svolgersi, causa pandemia, in un anno dispari), è prematuro ma certo non sarà facile avvicinare gli otto ori di Rio 2016. In Brasile, cinque anni fa, il totale delle medaglie fu di 28: ora sono 24, un numero che comunque consente di dire che lo sport italiano è in salute. Ma per la gloria, ovviamente, servono più ori. Tornando alle gare del secondo sabato a Cinque cerchi, va messa in evidenza la qualificazione ai quarti di finale dell’Italia del basket maschile, vittoriosa in rimonta sulla forte Nigeria targatà Nba. E pensare che il quintetto del ct Meo Sacchetti ha acciuffato la qualificazione a Tokyo 2020 solo all’ultima possibilità, nel preolimpico di Belgrado, sorprendo la Serbia e anche un pò tutto il movimento cestistico. Bene anche il Settebello (16-8 al Giappone) che ore guarda alla fase ad eliminazione diretta che partirà anche in questo caso dai quarti. Male, ancora una volta, la scherma con le azzurre della sciabola ‘solò quarte nella prova a squadre. Malissimo l’Italia nella prova mista della fossa olimpica, con Jessica Rossi e l’ex marito Mauro De Filippis: la maledizione dalla portabandiera ha colpito anche la tiratrice oro a Londra 2012.

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