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Tommasi Family Estates presenta il suo Wine Club

Con il desiderio di condividere i prodotti più rappresentativi con gli appassionati, Tommasi Family Estates lancia il suo wine club. Disponibile all’interno del portale Tommasi Wine Hospitality, il Tommasi Wine Club offre la possibilità di accedere alle etichette più pregiate del gruppo tramite diverse tipologie e modalità di abbonamento.

Tutti i piani di abbonamento includono il Tommasi Amarone della Valpolicella Classico – Limited edition, ovvero la bottiglia celebrativa del 120esimo anniversario dell’azienda. Inoltre, è possibile avere accesso alle altre etichette del gruppo che comprende otto tenute vitivinicole in sette regioni: Tommasi in Veneto, Tenuta di Caseo in Lombardia, Casisano a Montalcino e Poggio al Tufo in Maremma Toscana, Masseria Surani in Puglia, Paternoster in Basilicata, un progetto in Umbria ad Orvieto, l’acquisizione di una tenuta sull’Etna in Sicilia nel 2022, a cui si aggiunge una partnership nel Chianti Classico con La Massa.

“Il Tommasi Wine Club rientra a pieno titolo nella strategia che abbiamo messo in atto già da tempo per essere più responsive, sfruttando le possibilità che l’online mette a disposizione”, spiega il direttore generale Pierangelo Tommasi. “Abbiamo pensato al Wine Club come a uno strumento esclusivo ed innovativo per prenderci cura degli amanti dei nostri vini e degli appassionati. Un progetto in cui credo molto e che è stato concepito per creare un legame diretto e di fidelizzazione con la nostra community”.

Oltre al vino, il portale mette anche a disposizione esperienze di degustazione in cantina e benefit per i servizi offerti da Villa Quaranta Tommasi Wine Hotel & Spa in Valpolicella.

“L’interesse verso la vendita diretta al consumatore attraverso i Wine Club – prosegue il DG – è una tendenza in crescita, stimolante, ma non per questo facile. Il target di clienti va coccolato, incoraggiato e indirizzato a provare nuove tipologie di vino o esperienze di degustazione in cantina. Sono necessarie costanza, energia e continuità nel coltivare ogni relazione prima e dopo l’acquisto. È quindi un progetto molto impegnativo. Sono convinto tuttavia che investire direttamente sui consumatori sia vincente perché il modello dei consumi è in evoluzione e c’è di fatto una crescita della domanda”.

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