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Torna a Como la compagnia Parsons Dance, una danza carica di energia, positività e acrobazie

Torna finalmente in Italia e a grande richiesta al Teatro Sociale di Como, Parsons Dance, la compagnia americana amata dal pubblico di tutto il mondo per la sua danza atletica e vitale che trasmette gioia di vivere., in programma venerdì 2 dicembre alle ore 20.30.

 

Caposaldo della danza post-moderna made in Usa, Parsons Dance incarna alla perfezione la forza dirompente di una danza carica di energia e positività, acrobatica e comunicativa al tempo stesso. David Parsons, Direttore Artistico e cofondatore della compagnia insieme a Howell Binkley Lighting Designer, ha sempre creato coreografie, prima fra tutte la celeberrima Caught, che portano il segno di una straordinaria teatralità e di un lavoro fisico che si trasforma in virtuosismo e leggerezza. È una danza solare, che diverte in quanto espressione di gioia, capace di trasmettere emozioni semplici e dirette. 

 

L’ampio repertorio di coreografie originali, esaltate dal gioco di luci di Howell Binkley (vincitore di un Tony Award per lo spettacolo di Broadway Hamilton), è intriso di una teatralità straordinaria e di un lavoro fisico che si trasformano in virtuosismo e leggerezza. Le musiche spaziano da Rossini al jazz; dal leggendario musicista brasiliano Milton Nascimento a Robert Fripp, fino alle celeberrime hit degli Earth, Wind & Fire. Parsons Dance porteranno a Como anche due brani creati da poco: Balance of Power che ha debuttato nel 2020 e The road, novembre 2021, sulle musiche di Yusuf Islam, il famoso musicista Cat Stevens che ha da poco celebrato i 50 anni di carriera.

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The Road è la storia di un viaggio, dimostrato visivamente dai ballerini che, per la maggior parte del pezzo, si muovono da un lato all’altro del palco creando un flusso continuo di movimento. David Parsons ha creato questa coreografia sulle note di Peace Train, di Trouble e di altre canzoni iconiche del grande artista nominato a un Grammy Award e ufficialmente entrato nella Rock and Roll Hall of Fame, Yusuf/Cat Stevens. “Yusuf è un artista singolare”, dice David Parsons nel descrivere perché ha selezionato alcuni suoi pezzi come sfondo musicale per The Road. “La sua musica ci conduce in viaggi emozionali con cui tutti noi possiamo relazionarci”.  Balance of Power è un assolo che David Parsons ha creato nel 2020 in collaborazione con il compositore/percussionista italiano, Giancarlo De Trizio, per l’acclamata ballerina della compagnia, Zoey Anderson.

Durante lo sviluppo creativo e il processo coreografico, De Trizio è stato in studio tutto il tempo, concessione assai rara per un musicista, e questo rende Balance of Power ancora più intrigante perché mette in luce l’equilibrio di potere tra musicista, ballerino e coreografo. “Ciascun movimento che Zoey Anderson faceva era perfettamente accordato a uno specifico suono di batteria: un ottimo modo per evidenziare i movimenti di un solo ballerino in rapporto ai ritmi martellanti delle percussioni”. Ispirato al Boléro di Maurice Ravel, anche il ritmo di Balance of Power inizia lentamente e in sordina fino a crescere e sfociare in un ritmo frenetico e a tutto volume, in una cacofonia di suono e movimento. Balance, l’equilibrio, ovvero la resistenza e il controllo del ballerino che coordina e accorda i propri movimenti a ciascuno dei suoni percussivi, è certamente chiave in questo pezzo, al punto che sorge spontaneo domandarsi se sia il ballerino che istiga la musica o viceversa. 


 

Quattro storiche coreografie del repertorio di Parsons, adorate da sempre dal pubblico italiano, completano lo spettacolo. Nascimento, creata nel 1990 sulla musica appositamente composta da Milton Nascimento – grande compositore brasiliano – per David Parsons, è una coreografia luminosa, vivace, in cui significativa è l’influenza del jazz e della danza africana, e i cui duetti alludono a una storia di gioia e di riverenza. Shining Star, un’opera che Parsons ha creato per Alvin Ailey American Dance Theater nel 2004, è stata eseguita per la prima volta da Parsons Dance nel 2008 e descritta dal New York Times come “una danza di gruppo elegante, divertente e sexy”. The Envelope, ideata nel 1984 sulle rinomate musiche di Gioachino Rossini, mette in scena la stravagante storia di una lettera che ritorna in continuazione al mittente per quanto questi cerchi di liberarsene; e poi la sempre elettrizzante Caught, incredibile assolo del 1982, una fusione mozzafiato di arte e tecnologia sulle musiche di Robert Fripp, che richiede da parte del ballerino una resistenza atletica pazzesca in una frazione di secondo: grazie, infatti, a un gioco di luci stroboscopiche, l’illusione che il ballerino possa contrastare la forza di gravità e librarsi a mezz’aria, ha reso questo pezzo, nel corso degli anni, tra le coreografie senza dubbio più acclamate di David Parsons. 

 

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