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Tra maggioranza e minoranza a Legnano il divario sta diventando un baratro, manca una mediazione politica – LegnanoNews

palazzo malinverni - comune Legnano

Clima pesante questa sera, lunedì 7 novembre, durante la commissione consiliare convocata per esaminare le variazioni al regolamento del consiglio comunale. Sulla seduta hanno avuto un peso importante gli ultimi eventi, a partire dalla decisione delle minoranze di richiedere un consiglio urgente sulle mozioni con tema Neutalia e Area B, considerata la resistenza mostrata dalla maggioranza su questo carattere d’urgenza della convocazione, e dagli insulti con minacce di morte a due consiglieri dell’opposizione partiti dalla pagina instagram della Consulta Giovani, che ha denunciato una azione di hackeraggio.

«Non c’è il clima ideale per discutere variazioni di questo spessore e sulla cui legalità ci sarebbe anche da discutere», l’esordio di Federico Amadei (Gruppo misto), perfettamente allineato al pensiero delle minoranze manifestato dai fratelli Toia, Laffusa, Munafò e Carvelli. Tra le opposizioni, critiche rivolte soprattutto alla volontà di limitare l’uso delle interrogazioni (strumento particolarmente utilizzato in questa attività consiliare), alla mancanza di precise informazioni su chi ha proposto le modifiche, al silenzio della presidenza del consiglio comunale.

Si è insomma ripetuto quanto accaduto venerdì scorso in sede di capigruppo, quando la minoranza si è sostituita alla maggioranza nel convocare un apposito consiglio comunale per discutere il piano industriale di Neutalia, argomento ogni volta portato in aula e con un ripetuto rinvio per il protrarsi delle riunioni.

Il regolamento del consiglio comunale tornerà d’attualità tra una decina di giorni. L’appuntamento dopo un periodo di tempo in cui i “commissari” dovrebbero approfondire meglio le modifiche proposte. Ma c’è davvero la volontà di farlo? «Non è proprio il momento opportuno», la frase ripetutamente pronunciata questa sera non sembra dare spazio a un particolare ottimismo, penalizzato anche dal principio manifestato da Giacomo Pigni (PD): «Non è necessaria l’unanimità per l’approvazione». Una mezza dichiarazione per altri scontri. Una evidente mancanza di una mediazione politica. Così sarà ben difficile trovare accordi su qualsiasi argomento. 

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