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Tribunale di Termini Imerese: Scommesse in attesa di licenza. Le motivazioni della sentenza

Depositate le motivazioni della Sentenza con cui il Tribunale di Termini Imerese, con rito abbreviato, all’udienza del 15 marzo 2021, in accoglimento delle tesi svolte dal difensore dell’imputato, avv.Marco Ripamonti, ha mandato assolto con formula il fatto non sussiste un titolare di agenzia di scommesse che, pur avendo aderito alla procedura di regolarizzazione, non era ancora in possesso della licenza di pubblica sicurezza ormai da molti mesi.

I fatti ebbero origine da un accesso effettuato presso l’agenzia, collegata ad un bookmaker che aveva regolarizzato diversi centri con la procedura di cui alla legge 190/2014, da parte di personale dei Monopoli di Stato sede di Palermo.

Dal verbale di accertamento emergeva, osserva il Giudice, come l’indagato avesse fornito tutta la documentazione comprovante l’adesione alla procedura ma ciò nonostante fosse stato denunciato alla Procura della Repubblica avendo proseguito nella raccolta di scommesse pure in difetto del titolo di pubblica sicurezza che stentava ad arrivare. Il Tribunale ha, quindi, ricostruito l’intera normativa in materia di adesione alla procedura di regolarizzazione ed ha escluso che, una volta presentati tutti i necessari moduli e svolto ogni formalità, incombessero sul bookmaker eventuali ulteriori oneri circa la prosecuzione della pratica di regolarizzazione che, invece, era da considerare di pertinenza dei Monopoli di Stato. Nè, ha aggiunto il Giudice, eventuali ritardi nell’espletamento della pratica da parte della Questura possono costituire pregiudizio a carico del titolare dell’agenzia, non sussistendo peraltro elementi probatori suscettibili di ritenere che il titolo sarebbe stato negato.

L’avv.Marco Ripamonti ha così commentato: “Una sentenza che si coniuga perfettamente con la normativa di cui alla procedura di regolarizzazione e che si pone in linea con il principio di offensività. Nel caso specifico, il Tribunale di Termini Imerese  ha escluso qualsivoglia minaccia all’ordine pubblico ed alla sicurezza che, come noto, sono tutelati dalla normativa di cui all’art.4 legge 401/89. Un ragionamento simile è stato adottato anche dal Tribunale di Livorno, in altro caso di cui mi sono interessato, nel quale altro titolare di agenzia operava pure a fronte di un titolo scaduto, ma la cui proroga era stata riconosciuta, anche se non in favore dell’imputato stesso, ma di altri detentori che avevano avanzato ricorso al Tar ai fini del riconoscimento della proroga stessa. Il processo è stato definito con il rito abbreviato, onde evitare superflue lungaggini a fronte di quello che ho sempre ritenuto l’unico epilogo possibile“.

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