turismo,-estate-all’insegna-della-ripresa:-2-italiani-su-3-pronti-a-partire

Turismo, estate all’insegna della ripresa: 2 italiani su 3 pronti a partire

  • Il turismo rimane uno dei settori più colpiti dall’emergenza sanitaria ma la volontà di viaggiare rimane forte tra gli italiani. Quasi 2 persone su 3 intendono viaggiare almeno quanto prima della pandemia e, nel 23% dei casi, aumentare il numero di viaggi. È quanto emerge dalla prima analisi dell’EY Future Travel Behaviours, l’osservatorio periodico che rileva su un campione di 1000 soggetti i trend connessi ai viaggi per vacanza e per lavoro nel Paese.

    A fronte delle drastiche contrazioni di viaggi registrate nel 2020 – mobilità media giornaliera ridotta del 67% rispetto al 2019 – un primo segnale di ripresa, sottolinea EY, si era già registrato nel periodo estivo dello scorso anno, segno della volontà degli italiani di tornare a viaggiare in presenza di un miglioramento della situazione sanitaria. Una tendenza che sembra essere confermata anche in vista della prossima estate.

    In particolare l’indagine identifica 8 profili rappresentativi dei viaggiatori. Il gruppo più numeroso è quello dei Potential Frequent Travelers (18% del campione) che intende aumentare i propri viaggi sia per vacanza sia per lavoro seguito dai Potential Leisure Travelers (11%) che si aspettano, quando l’emergenza sanitaria sarà finita, di aumentare i viaggi per vacanza rispetto a prima della pandemia, ma di limitare i viaggi per lavoro.

    “L’obiettivo principale dell’Osservatorio EY Future Travel Behaviours – spiega Claudio d’Angelo, Transportation Market Segment Leader di EY – è quello di determinare come le abitudini di spostamento degli italiani siano cambiate prima e durante la pandemia. Per poter dare un contributo alla ripresa del turismo è infatti fondamentale individuare quali siano i driver che guidano i viaggiatori nella scelta del mezzo di trasporto affinché gli operatori della mobilità possano rispondere alle nuove esigenze dei viaggiatori durante le diverse fasi del traveler journey. Le nuove preferenze di spostamento, la personalizzazione dell’offerta e dell’esperienza di viaggio e soprattutto la grande attenzione per i temi ambientali e di sicurezza sanitaria, rappresentano cambiamenti strutturali e determinanti non solo per gli operatori della mobilità ma anche per tutto il sistema turismo”.

    Cambiano le priorità: la salute incide sul traveler journey – La maggior parte degli individui che oggi sceglie di mettersi in viaggio (o che dichiara di volerlo fare prossimamente) è consapevole del rischio di contagio da Covid-19 e di conseguenza cerca di prendere tutte le precauzioni necessarie per evitarne la propagazione. Questo – rileva il rapporto – si riflette trasversalmente in tutte le scelte che il viaggiatore compie, dalla pianificazione iniziale del viaggio all’arrivo a destinazione. Il 62% degli italiani che decidono di spostarsi, sia per motivi di lavoro sia di vacanza, “ha particolarmente a cuore le possibili conseguenze del viaggio sulla propria salute e benessere”; il 59% “sperimenta uno stato di ansia nei confronti della propria salute”, mentre solo il 9% del campione si dichiara “calmo nei confronti di un possibile rischio sanitario”. La centralità della preoccupazione per gli aspetti sanitari connessi al viaggio si riflette anche in una nuova priorità a livello dei servizi richiesti dai viaggiatori. Esigenze a cui le compagnie di trasporto si sono ritrovate a dover rispondere per soddisfare al meglio i bisogni dei viaggiatori. Secondo i dati dell’Osservatorio EY Future Behaviours, gli italiani, a fronte anche di un anno di grandi incertezze, chiedono innanzitutto la possibilità di ottenere rimborsi e bonus automatici in caso di ritardi o disservizi (67%); desiderano avere a disposizione tariffe flessibili, che garantiscano ad esempio la possibilità di usufruire di modifiche e cancellazioni gratuite (61%); pretendono l’adozione di misure adeguate a garantire il distanziamento ed evitare assembramenti (54%); richiedono la distribuzione di presidi personali per garantire la sicurezza sanitaria, come mascherine e disinfettante mani (46%).

    Meno viaggi di lavoro, ma resta il desiderio di vedersi dal vivo –  Ad oggi, il 47% degli italiani afferma che limiterà i propri viaggi di lavoro tuttavia – evidenzia l’indagine – il desiderio di vedersi dal vivo in ambito lavorativo rimane forte. Il 65% del campione preferisce gli incontri di lavoro in presenza, a fronte di una percentuale minoritaria (18%) che invece preferisce i meeting virtuali.

    Più attenzione alla sostenibilità – Nel corso del 2020 si è registrato un calo nell’utilizzo di tutti i mezzi di trasporto per viaggi di vacanza ed in particolare dei mezzi collettivi come il treno (utilizzato dal 15% del campione rispetto al 36% del 2019) e l’aereo (18% nel 2020 a fronte del 49% nel 2019). Secondo l’Osservatorio EY, tuttavia, tale tendenza potrebbe cambiare in un contesto più sicuro dal punto di vista sanitario. Il 42% dei viaggiatori afferma, infatti, di orientare la propria scelta sulla base dell’impatto ambientale del mezzo di trasporto. Il treno è percepito essere il mezzo più sostenibile (61%) mentre l’auto (17%), sotto questo punto di vista, si posiziona appena al di sopra dell’aereo (12%). L’attitudine alla sostenibilità interessa il 67% degli intervistati, percentuale significativamente maggiore rispetto al 42% di chi dichiara esplicitamente di avere una particolare attenzione all’ambiente. Infine, guardando all’età, la generazione Z (età compresa tra i 18 e i 25 anni) è la più sensibile di tutti al tema (54%).

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *