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Tutti i fallimenti di Arcuri: dalle prime mascherine alle “primule”. Ma resta intoccabile

Si potrebbe scrivere un libro solo con tutte le gaffe che ha fatto e con tutti i suoi fallimenti da quando è stato nominato supercommissario a tutto dall’ex premier Giuseppe Conte. Per Domenico Arcuri, però, ora c’è chi parla di capolinea, chi si innalza in sua difesa (come ad esempio Giuliano Ferrara che dice che cacciarlo sarebbe “un atto criminale”) e chi ipotizza un demansionamento. Quel che è certo è che dal 18 marzo – giorno in cui è stato nominato da Conte – ad oggi Arcuri è passato indenne attraverso controversie di ogni tipo. Senza scomporsi. Maurizio Tortorella su La Verità, si è “divertito” a fare una carrellata di tutte le arcuriate. (Continua a leggere dopo la foto)

Mascherine, vaccini e primule, ma anche su banchi a rotelle, siringhe, stipendi… “Ora che Mario Draghi ha preso in mano Palazzo Chigi, il centrodestra in Consiglio dei ministri (ma anche quello che ne è rimasto fuori) chiede conto dell’operato di Arcuri, e se possibile anche una sua veloce messa alla porta, definitiva e ingloriosa. Non soltanto per le inchieste giudiziarie sui vari mediatori vicini agli uffici del commissario, che si sono arricchiti con l’opaca importazione di centinaia di milioni di mascherine cinesi. Ma per le severe critiche all’operato. Insomma, il suo posto comincia davvero a traballare”. (Continua a leggere dopo la foto)

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Con la sua nomina, ricorda Tortorella, “Arcuri ha avuto la garanzia, inedita, che la Corte dei conti non potesse ficcare il naso in nessuno dei suoi atti: acquisti, contratti, appalti. Enzo Ravellino, eurodeputato di Fratelli d’Italia, in un esposto gli ha rinfacciato di aver acquistato per i vaccini siringhe di precisione «luer lock», quelle do-ve l’ago s’avvita e rimane bloccato: ‘Sono stati spesi quasi 10 milioni per procacciarne 157 milioni’, ha scritto Ravellino, ‘e pare che la spesa sia di sei volte superiore a quella delle siringhe tradizionali’. Arcuri l’ha subito negato: le siringhe in realtà permetterebbero di utilizzare fino in fondo ogni fialetta di vaccino, ricavandone sei dosi anziché le cinque ufficiali. Non s’è ancora capito chi abbia ragione”. (Continua a leggere dopo la foto)

Ma poi s’è scoperto che certe società d’intermediazione, usate per importare centinaia di milioni di mascherine, sono avvolte dai misteri. “Per non parlare dei banchi a rotelle, la geniale soluzione ai problemi del distanziamento nelle aule di scuola concordata dal commissario con l’ex ministro grillino dell’Istruzione Lucia Azzolina. Il più controverso tripudio dell’Arcurismo, però, sono state le «primule». Avrebbero dovuto essere da un minimo di 21 a un massimo di 1.200. La somma prevista al metro quadrato era 1.300 euro. Considerando che ogni struttura è di 315 metri quadrati, il costo senza Iva per 21 padiglioni sarebbe stato di 8,5 milioni: se fosse passata la paradossale idea di fabbricarne 1.200, si sarebbe buttato via quasi mezzo miliardo”.

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