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Tutti in fuga da AstraZeneca: a Torino 1 paziente su 4 dice no al vaccino anglo-svedese

Il vaccino AstraZeneca continua a essere somministato, con l’Ema che ha assicurato: “I benefici sono superiori ai rischi”. Eppure i dubbi sul farmaco persistono, al punto che è ormai scattata una corsa in senso opposto: gli italiani preferiscono sceglierne uno diverso, e finiscono per fare un passo indietro una volta chiamati per ricevere le cure. A Torino, i casi di rinuncia sono già tanti, anche a causa delle notizie contrastanti che continuano a circolare. Con percentuali in crescita tra chi decide di aspettare e dare forfait. A darne notizia è la Stampa, secondo la quale le disdette si aggirano intorno al 10,20% nella Regione, con punte del 25% nella città.

Tutti in fuga da AstraZeneca: a Torino 1 paziente su 4 dice no al vaccino anglo-svedese

“Dopo l’incremento di marzo le rinunce erano diminuite, e ora sembrano nuovamente in crescita – è stato il commento del consulente della Regione Piemonte per l’emergenza Covid Pietro Presti – anche per un effetto mediatico che impatta sulla percezione del rischio”. La scelta portata avanti fin qui dall’Ue di dare carta bianca alle aziende del farmaco, con contratti onerosi e senza praticamente penali, inizia quindi a mostrare i suoi punti deboli. Nella percezione di una popolazione sempre più preoccupata di fronte ai casi di trombosi registrati in tutto il mondo.

Tutti in fuga da AstraZeneca: a Torino 1 paziente su 4 dice no al vaccino anglo-svedese

I pazienti finiscono così per rivolgersi ai medici di base esprimendo le proprie perplessità. E chiedendo, se possibile, di ricevere un altro farmaco, diverso da AstraZeneca. “Qualcuno mi dice addirittura che preferisce non vaccinarsi piuttosto che ricevere AstraZeneca” ha confermato il dottor Mauro Grosso Ciponte, presidente regionale dello Snami, che precisa come “non sia possibile cambiare vaccino senza motivo”. E così si crea una situazione di stallo che non fa che rallentare una campagna di vaccinazione già partita a singhiozzo, nonostante le rassicurazioni del governo.

La fascia più spaventata è quella tra i 70 e i 79 anni, con il numero di rinunce che potrebbe addirittura aumentare nelle prossime settimane. Il tutto mentre le varie autorità nazionali continuano a navigare a vista: qualcuno ha deciso per lo stop ad AstraZeneca, altri hanno introdotto limitazioni. In Italia, al momento, si continua con le somministrazioni. Con i cittadini che, però, mostrano più di qualche ragionevole dubbio in merito all’utilizzo di un farmaco circondato di punti interrogativi.

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