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UK – Le regole di vaccinazione obbligatoria sul posto di lavoro non possono essere applicate ai vegani


L’avvertimento degli avvocati mette in evidenza le questioni etiche legate al tentativo di costringere tutti i lavoratori a sottoporsi al vaccino contro il covid 19.

 Più di mezzo milione di vegani saranno esenti se le aziende introdurranno regole di vaccinazione obbligatoria in Gran Bretagna perché le loro convinzioni sono protette dal diritto del lavoro, hanno affermato gli esperti legali.

 L’anno scorso un tribunale ha stabilito che il cosiddetto veganismo etico rappresenta una categoria protetta, il che significa che i datori di lavoro rischierebbero un’azione legale se ordinassero al personale di essere vaccinato.

 È probabile che anche altre persone appartenenti a categorie protette siano protette dalle leggi sui diritti umani, compresi alcuni gruppi religiosi e persone con determinate disabilità o condizioni mediche.

 Un portavoce di Lewis Silkin, uno studio legale, ha dichiarato: “Alcuni vegani etici potrebbero non essere d’accordo con le vaccinazioni sulla base del fatto che saranno state inevitabilmente testate sugli animali.  Il veganismo etico è stato dichiarato da un [tribunale del lavoro] come una credenza, che deve essere protetta”.

 La “protezione” consiste nel fatto che i vegani costretti a vaccinazione obbligatoria, possano avanzare pretesa di risarcimento al datore di lavoro in caso di licenziamento.

 Data la legislazione, sarà certamente difficile per le aziende pretendere che i nuovi assunti siano vaccinati se rientrano in una delle categorie protette.

Avvertimenti chiari di sfida al governo inglese che punta all’obbligo di rendere obbligatori i vaccini contro il Covid per evitare futuri lockdown.

 Il ministro degli Esteri Dominic Raab ha dichiarato giovedì che le cosiddette regole “jabs for jobs” ( vaccino per lavorare) che sono state adottate da diverse importanti aziende statunitensi tra cui Google e Facebook – sono “politiche intelligenti”.

In seguito ha ritrattato le sue stesse dichiarazioni, affermando che qualsiasi decisione sarà lasciata alle singole aziende.

 Sebbene le dosi effettive di vaccino disponibili nel Regno Unito non contengano ingredienti derivati ​​da animali, alcuni vegani etici – che si oppongono moralmente allo sfruttamento degli animali – affermano che l’uso di test sugli animali nello sviluppo di farmaci viola le loro convinzioni.

 Si ritiene che nel Regno Unito ci siano più di mezzo milione di vegani, sebbene alcuni seguano solo una dieta priva di alimenti di origine animale.

 I vaccini approvati per l’uso nel Regno Unito non contengono ingredienti di origine animale, anche se nel processo di produzione potrebbero essere stati utilizzati materiali di origine animale.

 Jeanette Rowley, sostenitrice dei diritti della Vegan Society, ha affermato di aver ricevuto circa 100 richieste da vegani che non desiderano sottoporsi a vaccinazione e sono preoccupati per la loro situazione lavorativa.

 “Sono molto colpiti, psicologicamente, nel dover affrontare questo dilemma”, ha riferito.

 La signora Rowley ha affermato che molti vegani etici hanno scelto di sottoporsi a vaccinazione, dopo aver valutato la “responsabilità nei confronti della società”.

 “Questo non vuol dire i vegani riluttanti non sentano questa responsabilità, è solo che la dinamica per loro è molto più difficile da elaborare”.

 Il governo ha già introdotto una legislazione che obbliga tutto il personale delle case di cura ad essere vaccinato, una decisione che secondo gli attivisti potrebbe comportare l’abbandono del lavoro da parte di alcune persone appartenenti a gruppi protetti.

 La signora Rowley ha dichiarato: “Le case di cura devono rispettare la legislazione, quindi non hanno davvero scelta.  Ma se le persone devono essere licenziate, le procedure di licenziamento devono essere eque e ragionevoli”.

Gli avvocati del lavoro affermano che si profilano già numerosi casi di contenziosi per tutte le aziende che pretenderanno vaccini obbligatori per i propri dipendenti, e saranno innescati dal conflitto tra i diritti individuali e i requisiti di salute e sicurezza sul posto di lavoro.

 Numerose anche le preoccupazioni inerenti la protezione dei dati personali, informazioni sanitarie riservate che potrebbero essere lesive se messe a conoscenza dei colleghi.

Inoltre il macchinoso sistema dei tribunali del lavoro fa presagire che potrebbero passare anni prima che un tribunale possa emettere una sentenza definitiva sulla questione, con gli avvocati che prevedono anche uno scontro etico tra soggetti contrari o favorevoli alle vaccinazioni.

 Clare Chappell, un avvocato associato di Peacock & Co, ha dichiarato: “Qualche anti-vax a un certo punto potrebbe arrivare a sostenere che la propria scelta sia frutto di una convenzione filosofica.

 “Penso che nei prossimi mesi e anni ci saranno molti sviluppi interessanti nella legge sulla discriminazione”.

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