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UN ”SALTO” VERSO LA DISTRUZIONE DELL’UMANITÀ (2)

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Seguono altri nomi e aziende, probabilmente sconosciuti ai più, nonostante giochino un ruolo più che sorprendente sulla strada verso – secondo questi grandi attori – una “vita migliorata” e ” umani potenziati”. La cosiddetta pandemia è un punto di svolta, o dovrebbe esserlo. Regina Dugan, ha etichettato COVID-19 come il “momento Sputnik”di questa generazione-epoca, che lancerà una nuova era di “innovazione sanitaria”, proprio come il lancio dello Sputnik ha iniziato una globale tecnologica “era spaziale”. Wellcome Leap, una azienda cruciale in tutto questo,  ha tutta l’intenzione di guidare il gregge. Wellcome Leap istituisce una rete globale dedicata alle scoperte accelerate nel campo della ‘salute umana’. PRIMA PARTE

SECONDA PARTE 

Di WHITNEY WEBB 

Traduzione a cura di Nogeoingegneria 

Jeremy Farrar, Responsabile della narrativa pandemica

Mentre Dugan e Gabriel formalmente guidano l’organizzazione, Wellcome Leap è la creazione di Jeremy Farrar e Mike Ferguson, che svolgono il ruolo di direttori. Farrar è il direttore del Wellcome Trust stesso, e Ferguson è vice presidente del consiglio del Trust. Farrar è direttore del Wellcome Trust dal 2013 ed è stato attivamente coinvolto nelle decisioni critiche ai più alti livelli a livello globale dall’inizio della crisi COVID. È anche un collaboratore dell’agenda del World Economic Forum e ha co-presieduto la riunione del WEF sull’Africa nel 2019.

Il Wellcome Trust di Farrar è a sua volta un partner strategico del WEF e ha cofondato con il WEF la COVID Action Platform. Farrar è stato di recente artefice della creazione dell’iniziativa COVID-Zero di Wellcome, anch’essa legata al WEF. Farrar ha inquadrato quell’iniziativa come “un’opportunità per le aziende di far progredire la scienza e ridurre le interruzioni del business”. Finora ha convinto i titani della finanza, tra cui Mastercard e Citadel, a investire milioni in ricerca e sviluppo presso le organizzazioni favorite dal Wellcome Trust.

nogeoingegneria com climate change geopolitica saut e28093 destruction 4Jeremy Farrar, direttore del Wellcome Trust, con Sam Nunn, co-presidente del NTI, che ha guidato l’esercizio Dark Winter nel 2001. fonte: NTI.com

Alcuni dei controversi progetti di ricerca medica di Wellcome in Africa, come pure i suoi legami con il movimento eugenetico britannico, sono stati esplorati in un articolo di dicembre pubblicato su Unlimited Hangout. Quel rapporto esplora anche le intime connessioni di Wellcome con il vaccino COVID-19 di Oxford-AstraZeneca, il cui uso è stato ora limitato o vietato in diversi paesi. Come menzionato nell’introduzione, il Wellcome Trust stesso sarà il soggetto di una prossima inchiesta di Unlimited Hangout (Parte 2).

Jeremy Farrar, nato a Singapore nel 1961, era stato precedentemente direttore dell’Unità di ricerca clinica dell’Università di Oxford a Ho Chi Minh City, a partire dal 1998. Durante quel periodo, è stato autore di numerosi articoli relativi a ricerche epidemiologiche. In un articolo del Financial Times del 2014 ha affermato che la sua decisione di trasferirsi in Vietnam era dovuta al suo disprezzo per le sale conferenze piene di uomini bianchi. Il sud-est asiatico era ovviamente un ambiente molto meno regolamentato per qualcuno nel settore della ricerca medica che desiderava impegnarsi in ricerche avveniristiche. Anche se con sede in Vietnam, Farrar è stato inviato da Oxford in varie località del mondo per studiare le epidemie in corso in tempo reale. Nel 2009, quando in Messico l’influenza suina si stava scatenando, Farrar è saltato su un aereo per entrare subito in azione, cosa che ha fatto anche per le successive epidemie globali di Ebola, MERS e influenza aviaria.

Nel corso dell’ultimo anno, sono sorte molte domande su quanto potere eserciti esattamente Farrar sulla politica sanitaria globale. Recentemente, il capo consigliere medico del presidente degli Stati Uniti, Anthony Fauci, è stato costretto a rilasciare le sue e-mail e la corrispondenza di marzo e aprile 2020 su richiesta del Washington Post. Le email rilasciate rivelano ciò che sembra essere una cospirazione di alto livello da parte di alcune delle massime autorità mediche negli Stati Uniti per sostenere falsamente che il COVID-19 avrebbe potuto essere solo di origine zoonotica, nonostantele informazioni contrarie. Le e-mail sono state pesantemente censurate, come lo sono di solito le e-mail, presumibilmente per proteggere le informazioni delle persone coinvolte, ma le censure “(b)(6)” proteggono anche gran parte del contributo di Jeremy Farrar in queste discussioni. Chris Martenson, ricercatore economico e studente post-dottorato di neurotossicologia e fondatore di Peak Prosperity, ha ricevuto alcuni commenti perspicaci sulla questione, tra cui quello di chiedere, perché tale protezione sia stata offerta a Farrar, dato che è il direttore di un “trust caritatevole”. Martenson ha continuato a chiedere perché il Wellcome Trust è stato coinvolto in queste discussioni di alto livello.

Una e-mail di Fauci, datata 25 febbraio 2020 e inviata da Amelie Rioux dell’OMS, affermava che il ruolo ufficiale di Jeremy Farrar in quel momento era “agire come persona di riferimento del consiglio sull’epidemia di COVID-19, per rappresentare e indirizzare il consiglio riguardo alla scienza dell’epidemia e al finanziamento delle misure di risposta”. Farrar aveva precedentemente presieduto il consiglio consultivo scientifico dell’OMS. Le e-mail mostrano anche, nel giro di dieci giorni, la preparazione del documento sulle “origini” della SARS-CoV-2, intitolato “The Proximal Origin of SARS-CoV-2” che è stato accettato per la pubblicazione da Nature Medicine il 17 marzo 2020. L’articolo sosteneva che il virus SARS-CoV-2 avrebbe potuto provenire solo da origini naturali in contrasto con la ricerca sul gain-of-function, un’affermazione un tempo ritenuta vangelo nel mainstream, ma che nelle ultime settimane è stata sottoposta a un notevole scrutinio.

Dare forma alla presentazione di una storia di origine di un virus di importanza globale è qualcosa in cui Farrar è stato coinvolto in precedenza. Nel 2004-5, è stato riportato che Farrar e il suo collega vietnamita Tran Tinh Hien, vice direttore dell’Ospedale per le Malattie Tropicali, sono stati i primi a identificare la ricomparsa dell’influenza aviaria (H5N1) negli esseri umani. Farrar ha raccontato la storia delle origini in molte occasioni, affermando che: “Era una bambina. L’ha presa da un’anatra domestica che era morta e che lei aveva disseppellito e riseppellito. È sopravvissuta”. È questa esperienza che, sempre secondo Farrar, lo ha spinto a fondare una rete globale in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità per “migliorare le risposte locali ai focolai di malattia”. 

Un articolo pubblicato dalla Rockefeller University Press’s Journal of Experimental Medicine nel 2009 è intitolato in maniera drammatica: “Jeremy Farrar: Quando colpisce la catastrofe”. Farrar, riferendosi alla storia dell’origine dell’H5N1 ha detto: ” La gente dell’OMS – e questa non è una critica – ha deciso che era improbabile che il bambino avesse la SARS o l’influenza aviaria. Se ne andarono, ma il professor Hien rimase a parlare con la bambina e sua madre. La bambina aveva ammesso di essere stata molto triste nei giorni precedenti per la morte della sua anatra domestica. La bambina e suo fratello avevano litigato per la sepoltura dell’anatra e, a causa di questa discussione, lei era tornata indietro, aveva dissotterrato l’anatra e l’aveva riseppellita, probabilmente per evitare che suo fratello sapesse dove era sepolta. Con questa storia, il professor Hien mi chiamò a casa e mi disse che era preoccupato per la bambina. Ha effettuato dei prelievi dal naso e dalla gola della bambina e li ha portati all’ospedale. Quella notte il laboratorio ha fatto dei test sui campioni, ed erano positivi all’influenza A”.

Dato che si è scoperto che Farrar ha fatto parte del team che ha elaborato la storia ufficiale sulle origini della SARS-CoV-2, le sue precedenti affermazioni sull’origine delle epidemie passate dovrebbero essere esaminate.

Come direttore di un “trust caritatevole”, Jeremy Farrar è praticamente esente da responsabilità per il suo coinvolgimento nella creazione di narrazioni controverse, relative alla crisi COVID. Continua però ad essere un protagonista delle risposte globali al COVID, in parte lanciando il Wellcome Leap Fund per “progetti non convenzionali, finanziati su larga scala” come un tentativo palese di creare una versione globale e “caritatevole” della DARPA. In effetti, Farrar, nel concepire Wellcome Leap, si è posizionato per essere altrettanto, se non di più, determinante nel costruire le fondamenta per l’era post-COVID così come lo è stato nel preparare le basi per la crisi COVID stessa. La cosa è significativa perché il CEO di Wellcome Leap, Regina Dugan, ha etichettato COVID-19 come il “momento Sputnik” di questa generazione, che lancerà una nuova era di “innovazione sanitaria”, proprio come il lancio dello Sputnik ha iniziato una globale tecnologica “era spaziale”. Wellcome Leap ha tutta l’intenzione di guidare il gregge.

 “Sovrani”dell’industria del sequenziamento genico

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Jay Flatley, presidente esecutivo, Illumina, parlando al World Economic Forum di Davos 2018. Fonte: WEF

A differenza delle evidenti connessioni DARPA, Silicon Valley e Wellcome degli altri, il presidente del consiglio di amministrazione di Wellcome Leap, Jay Flatley, ha un retroscena diverso. Flatley è stato a lungo direttore di Illumina, un gigante californiano di hardware e software per il sequenziamento dei geni che attualmente sembra dominare il campo della genomica. Anche se si è dimesso dal consiglio di Illumina nel 2016, ha continuato a ricoprire il ruolo di presidente esecutivo del suo consiglio di amministrazione. Flatley è stato il primo ad essere scelto per una posizione di leadership a Wellcome Leap, ed è stato responsabile di aver suggerito Regina Dugan come amministratore delegato dell’organizzazione, seconda una recente intervista rilasciata da Dugan.

Come rileva un profilo di Illumina nella rivista d’affari Fast Company, Illumina “opera dietro le quinte, vendendo hardware e servizi alle aziende e agli istituti di ricerca”, tra cui 23andMe. L’amministratore delegato di 23andMe, Anne Wojcicki, la sorella dell’amministratore delegato di YouTube Susan Wojcicki e la moglie del cofondatore di Google Sergey Brin, ha detto a Fast Company: “È pazzesco. Illumina è come il padrone di tutto questo universo e nessuno lo sa”. Il rapporto nota che 23andMe, come la maggior parte delle aziende che offrono sequenziamento e analisi del DNA ai consumatori, utilizza macchine prodotte da Illumina.

Nel 2016, Illumina ha lanciato un piano quinquennale“aggressivo” per “portare la genomica fuori dai laboratori di ricerca e negli uffici dei medici”. Dato lo stato attuale delle cose, in particolare la spinta globale verso vaccini e terapie incentrate sui geni, quel piano, che si conclude quest’anno, non avrebbe potuto essere più tempestivo. L’attuale CEO di Illumina, Francis DeSouza, ha precedentemente ricoperto posti chiave in Microsoft e Symantec. Sempre nel 2016, i team esecutivi di Illumina hanno previsto un futuro in cui gli esseri umani sono testati geneticamente dalla nascita alla tomba sia per scopi sanitari che commerciali.

Mentre la maggior parte delle aziende ha lottato finanziariamente durante la pandemia di coronavirus, alcune hanno visto un massiccio incremento dei profitti. Illumina ha visto il suo valore azionario raddoppiare dall’inizio della crisi del COVID. Gli oltre 1 miliardo di dollari di profitti dell’azienda durante l’ultimo anno fiscale sono stati ovviamente aiutati dalla rapida approvazione delle macchine NovaSEQ 6000, che possono testare un gran numero di campioni COVID più rapidamente di altri dispositivi. Una macchina singola ha un prezzo elevato, di quasi 1 milione di dollari, e quindi si trovano per lo più in strutture d’élite, laboratori privati e università di alto livello.

Al di là del suo ruolo di dirigente di lunga data presso Illumina, Jay Flatley è anche un “membro digitale” del World Economic Forum, nonché il direttore indipendente principale di Zymergen, una società pioniera tecnologica del WEF che sta “ripensando la biologia e reimmaginando il mondo”. Flatley, che ha anche partecipato a diverse riunioni di Davos, si è rivolto al WEF in merito alla “promessa della medicina di precisione [cioè, gene-specifica]”. In un’altra riunione del WEF, Flatley, insieme al segretario alla salute del Regno Unito Matt Hancock, ha promosso l’idea di rendere normale il sequenziamento genomico dei bambini alla nascita, sostenendo che aveva “il potenziale per spostare il sistema sanitario da reattivo a preventivo”. Alcuni al panel hanno chiesto che il sequenziamento genomico dei neonati diventi obbligatorio.

Oltre a Flatley come individuo, Illumina come azienda è un partner del WEF e gioca un ruolo chiave con la sua piattaforma per quanto riguarda il futuro dell’assistenza sanitaria. Anche uno dei massimi dirigenti di Illumina fa parte del Consiglio Globale del Futuro del WEF sulla biotecnologia.

Una nuova HOPE

Wellcome Leap ha attualmente quattro programmi: Multi-Stage Psych, Delta Tissue, 1KD e HOPE. HOPE è stato il primo programma ad essere annunciato da Wellcome Leap e sta per Human Organs, Physiology and Engineering. Secondo la descrizione completa del programma, HOPE mira a “sfruttare la potenza della bioingegneria per far progredire cellule staminali, organoidi e sistemi di organi interi e connessioni che riproducono la fisiologia umana in vitro e ripristinano le funzioni vitali in vivo”.

HOPE consiste in due obiettivi principali del programma. In primo luogo, cerca di “bioingegnerizzare una piattaforma multi-organo che ricrea le risposte immunologiche umane con sufficiente fedeltà per raddoppiare il valore predittivo di un trial preclinico per quanto riguarda l’efficacia, la tossicità e l’immunogenicità degli interventi terapeutici”. In altre parole, questa piattaforma bioingegnerizzata che imita gli organi umani verrebbe utilizzata per testare gli effetti dei prodotti farmaceutici, compresi i vaccini, il che potrebbe creare una situazione in cui le prove sugli animali sono sostituite da prove su organi modificati geneticamente e allevati.

Anche se un tale progresso sarebbe certamente favorevole nel senso di ridurre la sperimentazione animale, spesso non etica, la fiducia in un sistema così nuovo per permettere ai trattamenti medici di passare direttamente alla fase di sperimentazione umana richiederebbe anche la fiducia nelle istituzioni che sviluppano quel sistema e nei suoi finanziatori.

Allo stato attuale, il Wellcome Trust ha troppi legami con attori corrotti nell’industria farmaceutica, avendo originariamente iniziato come il braccio “filantropico” del gigante britannico dei farmaci GlaxoSmithKline, e nessuno può fidarsi di ciò che sta producendo senza una reale conferma indipendente, data la storia di alcuni dei suoi partner nel falsificare i dati dei test clinici sia sugli animali che sugli umani sia per i vaccini che per altri prodotti.

Il secondo obiettivo di HOPE è quello di avviare l’uso di organi ibridi macchina-uomo per il trapianto negli esseri umani. Questo obiettivo si concentra sul ripristino delle “funzioni degli organi usando organi coltivati o sistemi ibridi biologici/sintetici” con l’obiettivo successivo, dopo qualche anno, di sviluppare un organo umano completamente trapiantabile.

Più avanti nella descrizione del programma, è più evidente l’interesse a fondere il sintetico e il biologico nell’ affermare che: “È il momento giusto per favorire le sinergie tra gli organoidi, la bioingegneria e le tecnologie di immunoingegneria, e far progredire lo stato dell’arte della biologia umana in vitro. . costruendo sistemi controllabili, accessibili e scalabili”. La descrizione del programma nota anche l’interesse di Wellcome negli approcci di ingegneria genetica per il “miglioramento delle proprietà desiderate e l’inserimento di marcatori tracciabili” e l’ambizione di Wellcome di riprodurre le componenti del sistema immunitario umano e dei sistemi di organi umani attraverso mezzi tecnologici.

FINE SECONDA PARTE

PRIMA PARTE

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