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Un tram chiamato bellezza: “Dateci le vecchie vetture per il tour dei monumenti”

Una linea o un percorso storico che rimetta sui binari l’illustre passato di uno dei simboli più iconici della città. E, perché no, un museo a lui dedicato, dove il suo manto lucido, verde o arancione che sia, non venga graffiato dallo scorrere del tempo o corroso dalle intemperie. E dove tutti, residenti e turisti, possano ritrovare quella milanesità così ben indossata.


A lanciare il sasso nello stagno è il Municipio 1 che ha appena approvato all’unanimità un ordine del giorno in cui si chiede la valorizzazione dei vecchi tram di Milano: quelli in disuso, custoditi nei depositi Atm e visibili, oggi, soltanto durante le aperture straordinarie dei capannoni. Le proposte messe in campo, disegnate e spinte dall’assessore di zona a Urbanistica e Mobilità Mattia Abdu, grande appassionato di queste vetture, raccolgono anche i numerosi appelli che le associazioni di amatori e collezionisti hanno lanciato negli anni.


La proposta è articolata in vari punti. La prima idea è quella di istituire una linea storico turistica che scarrozzi le persone lungo i binari di vie e monumenti del centro ma non solo, utilizzando uno dei vecchi modelli in disuso: le vetture 28, le 700 che ancora conservino i sedili, la 609 che ha i vecchi cancelletti al posto delle porte, la 5137, la 4825 e la 4500 che fu un particolare esperimento di vettura a pianale ribassato. Oggi alcune di queste vetture si possono noleggiare, ma è solo una chance spot, manca qualcosa di permanente. Una linea turistica, anni fa, esisteva ed era la 20, ma fu poi smantellata. La possibilità potrebbe essere quella di ripristinarne una simile ma con un costo per i passeggeri molto ridotto ( i due euro del biglietto ordinario) e un percorso che – è solo un esempio – partendo da via Ricasoli attraversi piazza Castello, Cordusio, Missori, Porta Ticinese, piazza Duomo, corso Magenta, il Cimitero Monumenta-le, piazza della Repubblica, piazza della Scala con diversi passaggi intermedi. E, naturalmente, con una guida che racconti la storia dei tram e illustri tutti i luoghi di interesse storico ammirabili dai finestrini.


“A Torino un esperimento del genere già c’è ed è la linea 7 ” , spiega Ambrogio Mortarino, appassionato e presidente dell’associazione Rotabili Storici Milano Smistamento: ” Si potrebbe fare una cosa simile anche a Milano oppure, anche più semplicemente, utilizzare una linea già in uso e aggiungere a qualche corsa ordinaria, magari il sabato e la domenica, quella di una vettura storica ” . Certo è che questi gioiellini del trasporto milanese hanno bisogno, oltre che di correre, anche di essere un po’ accuditi. Da qui, l’altra proposta: lavorare per la creazione di un museo dei tram, visto che, ad oggi, le uniche cinque vetture visibili sono custodite a Volandia, il museo del volo di Somma Lombardo, e molte sono ammassate in cattive condizioni in un vecchio deposito dismesso a Desio.

” A Praga c’è un museo pazzesco dedicato ai tram ” , racconta Mauro Anzani, dell’Associazione Utenti del Trasporto Pubblico:

“E’ vero che si tratta di un’operazione costosa, ma Milano se la merita”. “L’importante – chiarisce Mattia Abdu – è iniziare con un lavoro di sensibilizzazione istituzionale e non solo che preservi e dia la giusta visibilità ad un patrimonio milanese così importante”. Ed un piccolo mattoncino, per iniziare, potrebbe essere quello di regalare a questi antichi mezzi un vero e proprio ” status di vettura storica, anche coinvolgendo la Soprintendenza ai Beni Culturali”. Perché in questo modo si salverebbero dalla demolizione (i depositi non potranno ospitarle per sempre) almeno una vettura per ogni modello.

Per l’assessore alla Mobilità di Palazzo Marino Marco Granelli quelle del Municipio sono “indicazioni molto importanti e un piano per la valorizzazione di queste vetture va studiato con attenzione ” . Non potendo però “utilizzare i fondi dedicati al trasporto pubblico ” , precisa Granelli, ” è necessario trovare gli sponsor che vogliano scommettere in un investimento che avrebbe sicuramente una grande attrattività culturale e turistica”.

 

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