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Una casa scrigno nel cuore di Central Park che nasconde tesori di mondi lontani

«Anche se ogni stanza è stata progettata per svolgere la propria funzione nel massimo del comfort, il mio ambiente preferito è il bagno. Amo i bagni e le cucine. Per me sono le stanze più sincere di una casa. In questo appartamento il bagno è piccolo, però mi sono presa del tempo per renderlo un piccolo scrigno. La tenda della doccia è stata realizzata a mano con pannelli di cotone pesante nella Repubblica Dominicana e si appende con anelli di bambù. Tutte le rubinetterie provengono da un negozio di New York specializzato in pezzi architettonici recuperati. Ho una piccola collezione di scatole speciali regalatemi dai miei cari, che spaziano dagli smalti russi, all’intarsio turco, alle porcellane dominicane. Adoro riporre lì i miei oggetti personali. È una stanza minuscola e confortante, sembra un angolino nascosto da qualche parte in America Latina. Tuttavia, ha una finestra su Madison Avenue, qualora avessi bisogno di ricordare dove mi trovo», continua Ysabela.

Nella camera dei ragazzi una scrivania contemporanea in finto bambù con sedie pieghevoli in bambù, pelle e bronzo in stile campagna antica. Carta da parati Robert Kime con stampe botaniche e animali. Le pareti sono piene di foto e immagini di persone care, e uno speciale modellino della Belafonte, la barca del film Life Acquatic di Wes Anderson.Victor Stonem

Ma Ysabela non è l’unica in famiglia con la passione degli oggetti, «anche i bambini hanno una piccola ma interessante collezione di minerali in continua crescita, poi ci sono ovviamente molti pezzi di ceramica di Casa Alfarera Santo Domingo, la manifattura di ceramica che ho fondato e gestisco nella Repubblica Dominicana. Ci sono mobili d’epoca e antichi (posso contare i pezzi che sono stati acquistati di recente, ma sono pochissimi)», ci svela la proprietaria che ci racconta inoltre di un altro elemento chiave della casa: le carte da parati. «Queste sono centrali nell’appartamento, ogni singola stanza è rivestita con una carta da parati diversa del signor Robert Kime, decoratore d’interni britannico. Lavorò alle case del re Carlo, di Daphne Guinness e del duca di Beaufort, tra gli altri. Volevo rendergli omaggio».

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