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Una catastrofe umanitaria dimenticata. In Afghanistan bimbi senza pane e istruzione. L’allarme di Save The Children

Bambini che ”non hanno pane” e che ”hanno lasciato la scuola per poter lavorare e aiutare la famiglia”, bambine che si trovano ”costrette dai genitori a sposarsi presto”.

Ma la soluzione, in un Afghanistan dove si registra ”una catastrofe umanitaria mai vista prima”, sono proprio ”i bambini. I giovani afghani di oggi. Dobbiamo investire su di loro per un futuro migliore per il Paese”.

Ne sono convinti Inger Ashing, direttrice generale di Save the Children, e Chris Nyamandi, direttore di Save the Children in Afghanistan.

Nel corso di un incontro con i giornalisti hanno rivolto un appello a ”sbloccare i fondi internazionali per lo sviluppo e a scongelare gli asset degli afghani all’estero. Fino a quando questo non accadrà continueremo a vedere bambini morire”.

Ashing è reduce da una recente visita in Afghanistan, dove ha incontrato ”genitori che stanno vedendo i loro figli morire, non riescono ad avere cibo a sufficienza per sfamarli”, e ”ragazze che hanno perso il loro diritto all’istruzione. Ma queste ragazze continuano a sperare nel futuro, vogliono crescere intellettualmente, contribuire alla società afghana, vedere riconosciuti i loro diritti di base come donne”.

Lodano la ”resilienza degli afghani”, Ashing ha descritto un popolo che ”lotta per avere soldi in contanti, lotta per avere mezzi di sussistenza di base, pezzi di pane”. Tutto questo in ”Afghanistan, che è uno dei posti più difficili al mondo dove crescere dei bambini”. Ecco perché ”la comunità internazionale deve affrontare questa crisi”.

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