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Università, avanti adagio con matricole e lunch box

Allo Iulm 400 studenti in presenza in due giorni. Statale e Bicocca, secondo semestre dall’1 marzo

Un (lento) ritorno alla normalità. Alla lezione di marketing dello Iulm, tra le più gettonate, in tempi pre Covid l’aula da trecento posti era tassativamente in overbooking. Due giorni fa si sono prenotati in 71, presentati in 66 e quasi 200 studenti si sono collegati da casa. Il secondo semestre è partito lunedì e nei primi due giorni si sono presentati in ateneo circa 400 studenti (gli iscritti totali sono circa settemila), soprattutto milanesi, ragazzi dell’hinterland che hanno un tragitto breve o fuori sede che hanno continuato a tenere l’alloggio in affitto sperando nel calo dei contagi e (quindi) della didattica digitale. Per ora allo Iulm tutti i corsi sono in streaming e il 50% degli iscritti possono prenotare i posti in aula tramite app fino a mezz’ora prima dell’inizio, con precedenza alle matricole. L’ateneo ha costruito gli orari incrociando i piani di studi per creare sistema «a bolle»: un iscritto concentra le lezioni su pochi giorni a settimana e possibilmente trova lo stesso gruppo di studio. Ha riaperto la mensa ma c’è anche l’opzione del lunch box, da consumare all’aperto o in un luogo più isolato. In Bocconi il secondo semestre è partito da una settimana con quasi sette corsi su dieci aperti al 50% degli iscritti in presenza, con turnazione settimanale, solo il 22% è totalmente on line e gli altri hanno un sistema mix. Il rettore Gianmario Verona nei giorni scorsi ha segnalato che c’è «grande entusiasmo da parte degli studenti. Nelle aule è garantito il distanziamento interno, termoscanner, ci sono percorsi segnalati di entrata e uscita a ogni edificio della Bocconi, tutti i corsi si possono comunque seguire in streaming». Primi corsi da lunedì scorso in Cattolica ma il via generale scatterà il 22 febbraio, sempre con metà degli iscritti in presenza e «diritto di prelazione» alle matricole. All’Università Bicocca si riparte il primo marzo con la presenza (a rotazione) per gli iscritti al primo anno dei corsi di laurea triennali, magistrali e magistrali a ciclo unico. Garantiti in presenza (a rotazione) i laboratori didattici e le attività pratiche per gli studenti di tutti gli anni accademici. L’ateneo punta ad allargare dopo Pasqua (che cade il 4 aprile) la presenza in aula a rotazione anche agli studenti degli anni successivi al primo, compatibilmente con la situazione sanitaria. In Statale (via anche qui dal primo marzo) attività didattiche in modalità mista, parte in presenza e parte on line, nell’intero ateneo (quindi aule, biblioteca, sale studio, spazi comuni) e con caratteristiche specifiche per i diversi ambiti (umanistici, scientifici, ecc.). Priorità alle lezioni per gli studenti dei primi anni, alle attività pratiche (laboratori, attività di gruppo, esercitazioni) ma saranno effettuate in presenza anche lezioni per gli anni successivi, nel rispetto delle norme sanitarie. Attenzione particolare avranno le tesi che richiedono attività pratiche. La Statale conta 70 aule multimediali che saranno usate a pieno regime. La capacità in tutte è ridotta om modo da rispettare la distanza di un metro tra gli studenti e anche qui la prenotazione sarà gestita tramite app, come nel primo semestre. Per tutti l’inizio delle lezioni ora parte dopo le 10, gli atenei aderiscono al nuovo piano dei tempi e orari coordinato dal prefetto Renato Saccone.

Al Politecnico il secondo ciclo scatta il 22 febbraio. Il rettore Ferruccio Resta ha partecipato ieri con il sindaco Beppe Sala ad un incontro sul futuro delle università promosso dalle associazioni studentesche Future4Us e Spaziomilano. Dopo un anno di didattica a distanza, avverte Resta, «il primo grande rischio è di non ritrovare equilibrio tra le due soluzioni, tutto in presenza o tutti a distanza, che sono entrambe sbagliate. E perchè uno studente dovrebbe venire a Milano? Ci saranno competitor, anche Apple sta partendo con formazione digitale e la crisi diminuirà le iscrizioni. Dobbiamo offrire un’esperienza di vita, potenziare le attività extracurriculare e serve una città che offre più alloggi, sport, spazi studio aperti h24. Serve più internazionalizzazione. Se le università perdono studenti, perde la città». Sala ha ricordato la creazione di 5mila posti letto per studenti entro i prossimi 5 anni grazie ai privati. E parlando di mobilità ha difeso le piste ciclabili, definendo «solo speculazioni» le critiche dell’opposizione.

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