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Uno, nessuno, cento volte Nino!

Oggi 22 marzo ricorre il centenario della nascita di Nino Manfredi, uno degli attori più noti del cinema italiano, capace come pochi di cogliere vizi e virtù del suo tempo, dote che lo rende il maggior interprete della commedia italiana, in grado di passare nelle sue interpretazioni, con estrema naturalezza, dai ruoli comici a quelli drammatici.

Testimoniano la sua grandezza numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio per la migliore opera prima al Festival internazionale del cinema di Cannes del 1971 per uno dei suoi più bei film, “Per grazia ricevuta”, sei Nastri d’Argento e sei Donatello.

Era nato a Castro dei Volsci, un magnifico centro della Ciociara, terra nobile e generosa dove ebbero i loro natali altri due grandi artisti, Marcello Mastroianni di Fontana Liri e Vittorio De Sica di Sora, a formare così un autentico tris d’assi che occupa un ruolo fondamentale nella cultura cinematografica italiana ed internazionale.

A ricordare il centenario, tra i numerosi servizi e documentari televisivi prodotti dalla Rai e da altri circuiti che andranno in onda nella giornata del prossimo 22 marzo, spicca il profilo che Luca, il figlio dell’artista, ha tracciato, oltre che attraverso il documentario dal titolo “Uno, nessuno, cento Nino”, in programma in prima serata su Rai2, anche nel suo libro dal titolo “Un friccico nel core”, uno sguardo inedito, sull’uomo prima ancora che sull’artista, con i tratti commoventi di chi, come lui, ne conobbe qualità e debolezze e che non tarda a definirlo ‘simile al pane ciociaro, compatto e saporito fuori ma con tanti buchi dentro nascosti’.

Oltre cento i film che ci ha lasciato, riuscendo sempre, sia nel grande che nel piccolo schermo, e prima ancora dall’alto di un palcoscenico teatrale, a toccare i nostri sentimenti, il nostro orgoglio italiano, vestendo l’abito dell’uomo della porta accanto, con l’ironia che solo i grandi interpreti sono in grado di utilizzare.

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