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Usa: lo sciamano che ha fatto vincere Biden

Jake AngeliSi chiude l’era Trump, inizia ufficialmente la presidenza Biden. Questo l’esito dell’assalto a Capitol Hill avvenuto ieri. Un assalto attribuito a Trump, dato che avrebbe fomentato la folla. Cosa vera, ma un conto sono le manifestazioni di piazza, che son legittime, almeno fino a oggi, anche in America, un conto è assaltare il Congresso degli Stati Uniti, che Trump non voleva. Tant’è.

Sipario

Inutilmente il presidente cerca di difendersi, condannando l’accaduto: ormai è un morto (per ora solo politico) che cammina. Tanti, anche nel suo partito, ne chiedono la rimozione immediata in base al 25° emendamento.

Se così fosse, a governare il Paese in questi ultimi giorni di transizione, cioè fino al 20 gennaio, data dell’inaugurazione ufficiale della presidenza di Joe Biden, sarebbe il vicepresidente Mike Pence. L’iniziativa non ha il  solo scopo di abbreviare il mandato di Trump, ma serve a porre su lui e sulla sua presidenza il marchio di infamia, come avvenne per Nixon.

“Il 25 ° emendamento può rimuovere Trump, ma non dovremmo fermarci qui”. Così il titolo di una nota del New York Times a firma di due autorevoli legali che spiegano come il Congresso può anche sancirne l’inagibilità a ogni incarico futuro. Come forse avverrà.

Agenti & attivisti

Restano le tante domande sul perché non siano state predisposte difese adeguate presso l’edificio più importante degli Stati Uniti, nonostante il giorno fosse così cruciale, date le tensioni e la ratifica dell’elezione di Biden.

E nonostante si sapesse da giorni che erano previste manifestazioni dei sostenitori di Trump, annunciate sui loro blog, che certo non abbiamo letto solo noi, ma anche i democratici e la Sicurezza Usa.

E del perché poi i pochi agenti di polizia presenti abbiano spalancato i cancelli ai rivoltosi. Collusione tra agenti e manifestanti, si dice. Ma possibile che l’Fbi e l’intelligence, che presidiano, invisibili, i palazzi del potere, abbiano lasciato fare? Chi vuole si attenga alla narrativa ufficiale, ma riteniamo legittimo porre domande.

Si scopre poi che a riprendere e a girare alla Cnn il video che immortala, purtroppo letteralmente, l’assassinio a sangue freddo della manifestante all’interno del Campidoglio è stato un “attivista di sinistra”, come annota la Cbs in un articolo in cui condanna severamente la “mafia” di Trump che ha assaltato il Palazzo (pure mafioso… già, non poteva mancare).

Tale attivista si trovava insieme agli assalitori per “documentare” quanto stava avvenendo assieme a un’amica, la documentarista Jade Sacker.

In realtà non si tratta di un attivista qualsiasi, dato che, come scrive sul suo profilo twitter, è il fondatore di Insurgence Us, uno dei movimenti che hanno dato vita alle proteste di piazza contro Trump che in questi mesi hanno infiammato l’America (anche la Saker sembra appartenere al movimento). Sul suo profilo ha anche rilanciato il tweet in cui Trump dava appuntamento ai manifestanti alle 11…

Il cornuto

A guidare l’assalto, lo strano sciamano Jake Angeli, col copricapo cornuto tipico di alcune tribù indiane (chi ha visto “Piccolo grande uomo” ricorderà).

Ardente complottista di QAon e presente in vari raduni pro-Trump, il giorno prima, intervistato in una manifestazione a sostegno del presidente, porta la bandana a stelle e strisce, ma è impeccabile in giacca e cravatta. Evidentemente non c’era bisogno del vestito di scena, messo invece per l’occasione (ne aveva fatto sfoggio anche prima).

Ingenuamente avevamo immaginato che l’uomo che ha tenuto in sospeso il mondo intero per ore fosse stato individuato e arrestato subito dai più che sofisticati servizi di sicurezza Usa. Peraltro il cornuto era alquanto appariscente. E, in aggiunta, nome e cognome sono diventati virali quasi subito.

Invece il Sun racconta che, in un’intervista telefonica a Tik Root, il cornuto ha spiegato che stava tornando tranquillamente a casa, che non era stato contattato dalla polizia e non aveva alcuna paura di essere arrestato, aggiungendo: “Se potessi tornare per l’inaugurazione sarebbe fantastico”. Inaugurazione di chi?

Magari nel frattempo è stato arrestato, ma un deficit di efficienza dei sofisticati servizi di cui sopra si può rilevare.

Vada come vada, l’immagine dello sciamano cornuto che presiede il governo degli Stati Uniti getta una cupa ombra sul futuro, del Paese e del mondo.

La vendetta dei padroni dell’Universo

Trump ha gettato la spugna, dicendosi disposto a una transizione ordinata. Vedremo se basterà a salvarlo da quanto l’attende.

Intanto, tra i repubblicani c’è chi mira a prendere il controllo del suo movimento, il Maga. Anzitutto Ted Cruz, repubblicano vicino ai neocon, il quale, da fiero antagonista di Trump, negli ultimi giorni ne è diventato il più stretto alleato.

Del maiale non si butta niente, una volta ucciso. Il Maga, l’idea dell’America First, può benissimo essere gestita in futuro dai neocon e messa al servizio (all’opposto di quanto immaginato da Trump) delle loro guerre infinite.

Ma questo dopo, oggi c’è da dare il colpo di grazia al tycoon che ha osato sfidare i padroni dell’Universo (così David Ignatius sul Washington Post). La punizione deve essere esemplare a monito di quanti, in questi anni, hanno pensato che ciò si possa fare impunemente.

A margine si può notare che alcuni mesi fa i rivoltosi di Hong Kong occuparono il Parlamento della città Stato, tra l’entusiasmo dei loro sostenitori occidentali. Furono sfollati senza sparare un colpo e senza uccidere nessuno, al contrario di quanto avvenuto nella civile America, allora scandalizzata dalla brutalità della polizia cinese. Tant’è.

 

 

 

 

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