vaccini-anti-covid-in-lombardia,-la-segretaria-di-confcommercio-mavellia:-“chiediamo-hub-per-i-lavoratori-dei-nostri-negozi”

Vaccini anti Covid in Lombardia, la segretaria di Confcommercio Mavellia: “Chiediamo hub per i lavoratori dei nostri negozi”

La sintesi, magari brutale ma efficace, è questa: i vaccini s’hanno da fare e non c’è assolutamente tempo da perdere. Confcommercio Lombardia e Federdistribuzione aderiscono alla campagna della Regione e annunciano uno sforzo comune per contribuire all’immunizzazione di circa 2,7 milioni di lavoratori di oltre 530 mila imprese. In pratica, l’obiettivo è di offrire ai dipendenti la possibilità di sottoporsi ai vaccini direttamente in azienda, anche se al momento il protocollo riguarda quelle più grandi e strutturate, che possono dunque rispettare tutte le misure di sicurezza previste.

Giovanna Mavellia, segretario generale di Confcommercio Lombardia. Come pensate di muovervi?

“La delibera di Regione Lombardia parla dei requisiti che servono perla somministrazione del vaccino in azienda, come spazi idonei, accessi scaglionati, area di permanenza post vaccinazione, carrelli per le emergenze. Per cui abbiamo verificato questo protocollo con i medici del lavoro e i medici competenti delle nostre imprese”.

Ecco, ma le realtà che non hanno le caratteristiche idonee, tipo i piccoli negozi, come faranno a garantire la somministrazione delle vaccinazioni ai propri lavoratori?

“Vogliamo lanciare un messaggio alla Regione: è necessaria un’accelerazione anche per quelle realtà. È chiaro che servirebbero soluzioni per aziende che non hanno strutture sufficienti e desiderano essere assistite: per esempio, un hub specificamente dedicato ai piccoli imprenditori potrebbe essere utile a velocizzare le somministrazioni”.

Le aziende che hanno effettuato nei mesi scorsi le vaccinazioni contro l’influenza partono avvantaggiate in un momento simile?

“Sono magari più abituate a situazioni di questo tipo, anche se il vaccino contro il Covid-19 è tutta un’altra storia, servono precauzioni diverse. In generale c’è voglia di ripartire e le notizie degli ultimi giorni su AstraZeneca non sembrano aver avuto un impatto negativo. Anzi, è confermata la volontà di aderire a questo percorso vaccinale. Il potenziale è davvero ampio, si parla dei settori del commercio, del turismo e dei servizi, c’è il desiderio di mettersi a disposizione. Partiremo in concomitanza con la campagna vaccinale di massa”.

Che prospettive ci sono? È realistico pensare a una ripartenza nei prossimi mesi, se la campagna vaccinale va come deve andare e non si verificano intoppi?

“C’è una grandissima attesa perché c’è la volontà di ricominciare con l’inizio dell’estate. È un periodo molto complicato, pensiamo per esempio al settore della montagna che quest’anno ha dovuto rinunciare completamente alla stagione invernale. Quello che noto è che c’è tanta voglia di mettersi a disposizione e cercare di lasciarsi tutto alle spalle”.

Una città come Milano quando può pensare di tornare a una sorta di normalità?

“Il desiderio è quello di ripartire a settembre”.

Si tratta di un obiettivo realistico?

“Noi ci vogliamo credere, questo protocollo vuole dare una prospettiva al nostro mondo. L’alternativa è continuare a entrare e uscire da aree che sono state più arancioni e rosse che gialle. Siamo in una situazione molto complessa e pesante di restrizioni che stanno gettando troppe aziende in una crisi insostenibile. L’obiettivo, insomma, è quello di dare un segno di speranza in un periodo così difficile. I vaccini per noi rappresentano una vera e propria luce in fondo al tunnel”.

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *