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Vaccini, i medici chiedono uno “scudo penale” in caso di reazioni avverse

Un medico «non può essere ritenuto colpevole di omicidio colposo in una vaccinazione ritenuta facoltativa». Ne è convinto Silvestro Scotti, segretario della Fimmg, il sindacato dei medici di base, rilanciando gli appelli arrivati in questi giorni da associazioni e sindacati dei camici bianchi. Al centro del dibattito, l’iscrizione dei medici vaccinatori nel registro degli indagati, quando si manifesta un evento avverso dopo la somministrazione del farmaco.

Il rappresentante dei medici di base spiega di essere d’accordo con la proposta formulata ieri dal presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, sulla creazione di uno “scudo penale”, che deve proteggere – dice Scotti – tutti gli operatori sanitari coinvolti rispetto a questa evenienza, «poiché ci ritroviamo di fronte a vaccini nuovi che sono sicuri ma se dovesse succedere qualcosa la colpa non può essere del medico». Per il segretario della Fimmg, l’indagine «crea reticenza e fuga dalla vaccinazione». Non solo tra i medici di famiglia «che per ora hanno ancora una ruolo marginale nella campagna, tranne in alcune regioni in cui le dosi permettono il loro coinvolgimento massiccio», ma tra tutti i medici.

«Di fronte a una campagna di vaccinale di massa, e per non metterla a rischio, bisogna mettere in chiaro che le conseguenze intrinseche della somministrazione di un vaccino non sono responsabilità del medico che somministra il siero. Il coinvolgimento in un’inchiesta, deve avvenire solo lì dove ci sia una manipolazione, e non per “atto dovuto”. Per questo chiediamo protezione», spiega il presidente Fnomceo Filippo Anelli. «Abbiamo piena fiducia nella magistratura – aggiunge Anelli – ma l’attuale sistema, per cui l’iscrizione nel registro degli indagati dei medici che hanno somministrato il vaccino è considerata un atto dovuto rischia di essere un forte deterrente».

«Da tempo abbiamo chiesto un intervento del Legislatore per tutelare la Professione medica da attacchi ingiustificati e restituire la serenità che meriterebbe, tanto più in un momento come questo – racconta Anelli. Di fronte a una malattia nuova e, per certi versi, inaspettata, i medici non si sono tirati indietro, e hanno dato tutto il loro apporto, con impegno e generosità, senza risparmiarsi. Sono stati costretti a scelte drammatiche, in assenza di cure specifiche. Scelte che hanno coinvolto anche la loro salute e la loro stessa vita, pur di non far mancare l’assistenza ai cittadini. Sono 337, ad oggi, i medici che sono caduti per il Covid». «Ora, finalmente, abbiamo i vaccini, che veramente possono costituire la via d’uscita dalla pandemia – dice il presidente della Fnomceo. E, ancora una volta, i medici si sono adoperati e messi a disposizione per trovare soluzioni e dare risposte: tutti i medici e gli odontoiatri si sono resi disponibili a contribuire alla campagna vaccinale, aderendo al loro ruolo e mettendo le loro competenze a servizio del Paese. Non è accettabile il fatto che ricadano sulle loro spalle quelli che, anche solo a livello di indagini per escludere una correlazione, sono gli inevitabili rischi di una campagna vaccinale di questa portata, che coinvolgerà tutti i cittadini che lo vorranno. E, sui grandi numeri, sono attesi e possibili eventi avversi, legati o meno al trattamento, anche se, ricordiamolo, il beneficio è stato dimostrato essere di gran lunga superiore al rischio».

Per Anelli, «alla straordinarietà del contesto bisogna rispondere con un provvedimento straordinario e urgente, che, in tempi rapidi, restituisca la necessaria serenità ai professionisti e garantisca la vaccinazione ai cittadini. Chiediamo al governo Draghi e a tutte le forze politiche di mettere in campo norme che, esimendo i medici dalla responsabilità penale di carattere colposo, tutelino sia i professionisti sia i pazienti. Ci associamo pertanto all’appello già lanciato dai colleghi di Anaao-Assomed e Fimmg e chiediamo, sulla materia, un Decreto Legge ad hoc, senza sconvolegere i nostri principi democratici, per questa fase emergenziale e cruciale per il Paese».

«Lo scudo penale per i medici si può fare con un provvedimento emergenziale legato all’emergenza Covid. E serve non solo sul fronte “vaccino” ma su diverse questioni legate alla pandemia bisogna far sì che i medici ne rispondano penalmente solo in caso di dolo o colpa grave nei confronti dei pazienti», commenta l’avvocato Gaetano Scalise, esperto di responsabilità professionale medica e vice presidente della Camera penale di Roma. «È un passaggio indispensabile, si pensi alle scelte fatte dai medici impegnati nelle terapie intensive quando queste sono sovraffollate», aggiunge sottolineando che oltre allo scudo serve buonsenso.

All’appello dei camici bianchi si aggiunge anche il governatore della Liguria, Giovanni Toti, parlando con i giornalisti a margine della presentazione del punto vaccini di Villa Serena, a Genova. «Sicuramente la cosa che serve di più è uno scudo penale per chi oggi vaccina», dice Toti prendendo come esempio «il caso siciliano di un infermiere e di un medico indagati per aver somministrato un vaccino Astrazeneca, di cui non avevano nessuna responsabilità. Qualche incidente statistico nei grandi numeri c’è e ci sarà», quindi per Toti, lo scudo penale per chi vaccina «è la cosa più urgente in assoluto».

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