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Vaccino anti Covid a scuola, un insegnante su tre non può ricevere quello AstraZeneca: tagliato fuori dall’età

Niente vaccino AstraZeneca per un docente lombardo su tre, tagliato fuori dall’età. Da oggi, anche in Lombardia è partita la campagna vaccinale che utilizzerà il siero contro il Covid-19 messo a punto dall’azienda anglo-svedese e dall’università di Oxford. Presidio che l’Aifa (l’Agenzia italiana per il farmaco) e l’Ema (l’analoga agenzia europea per il farmaco) raccomandano di somministrare ai soggetti di età compresa tra i 18 anni e i 55 di età. Ed è proprio per questa ragione che una fetta consistente di maestre e prof in servizio nelle scuole delle province lombarde non potrà riceverlo e dovrà attendere i prossimi mesi, quasi certamente la fine dell’anno scolastico, in attesa che si renda disponibile un vaccino più idoneo.

Secondo i dati messi a disposizione dal ministero dell’Istruzione, i docenti a tempo indeterminato che prestano servizio in Lombardia sono 99mila. Di questi, oltre 34mila (il 35%) hanno già festeggiato i 55 anni e non potranno accedere al vaccino per raggiunti limiti d’età. Potrà invece sottoporsi alla vaccinazione buona parte dei docenti supplenti reclutati tra agosto e dicembre dagli uffici scolastici provinciali. L’immunizzazione del personale docente della scuola rappresenta una delle priorità per ridare stabilità ad un anno scolastico tra i più tormentati del dopoguerra. Cinque mesi di lezioni che hanno già dovuto scontare diversi stop and go, soprattutto al superiore, dovuti ai dati dei contagi che oscillano tra valori d’allarme e livelli meno preoccupanti.

Con la Dad (la didattica a distanza) che ha consentito il proseguimento delle lezioni da casa per quasi tre mesi ma che ha sfinito gli studenti e gli insegnanti che hanno in questi mesi manifestato in piazza e davanti alle scuole per tornare in classe, possibilmente in sicurezza. L’annuncio del via libera al vaccino AstraZeneca dovrebbe andare in questa direzione, ma l’età degli insegnanti ostacolerà, almeno in parte, l’obiettivo di immunizzare l’intero corpo docente.

Si parte con le categorie più esposte: sanitari (medici, odontoiatri, infermieri, farmacisti). Seguiranno le forze dell’ordine e quindi il personale scolastico che però dovrà fare i conti con l’età, tra le più elevate al mondo. In base ai dati messi a disposizione dal ministero della Salute in Lombardia sono state finora vaccinate circa 510mila persone, quasi tutte appartenenti alle categorie più a rischio: 306mila operatori di ospedali e strutture sanitarie, 144mila persone tra il personale non sanitario particolarmente vulnerabile, 55mila ospiti delle Rsa e 3mila e 300 over 80. Il grosso dei lombardi immunizzati ha ricevuto il vaccino prodotto dalla Pfizer/BioNTech. La campagna vaccinale procede in base alle dosi che arrivano in Italia e vengono distribuite alle diverse regioni. 

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