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Via libera al Green Pass: come funziona in 5 punti

Il passaporto vaccinale europeo - Foto Ansa  © www.giornaledibrescia.it

Il passaporto vaccinale europeo – Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

I vertici europei hanno firmato stamattina a Bruxelles il testo finale del regolamento per il Green Pass, il certificato digitale «verde» ideato per agevolare gli spostamenti durante la pandemia, con l’obiettivo di eliminare tamponi e quarantene. In formato digitale o cartaceo, il pass velocizzerà i controlli per tutti i vaccinati, i guariti o i negativi al test Covid-19.

Il primo ministro portoghese Antonio Costa, in rappresentanza degli Stati membri, la presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen e il presidente del Parlamento europeo David Sassoli hanno siglato in Parlamento l’accordo, che deve ancora essere trasmesso formalmente dal Consiglio e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. L’entrata in vigore del Green Pass è prevista per il 1° luglio 2021. Il sistema del certificato digitale europeo per il Covid resterà in vigore 12 mesi.

Ecco i principali elementi utili a capire come muoversi in Europa dal 1° luglio, utilizzando correttamente il documento.

Cos’è e come funziona il Green Pass?

Il Green Pass è un certificato digitale che funziona tramite codice QR. È stato concepito per «snellire» e coordinare le procedure di controllo al confine tra gli Stati membri dell’Ue, in modo da esonerare il titolare da ulteriori restrizioni di viaggio. Il pass sarà disponibile anche in versione cartacea, sulla quale sarà sempre presente il codice QR, necessario per essere scannerizzato ai punti di check-in.

Quali dati contiene?

Il Green Pass, come indicato sulla guida della Commissione Europea, contiene le seguenti informazioni: nome e cognome e data di nascita del titolare, certificazione di vaccinazione / guarigione / negatività del test covid, data di rilascio e numero identificativo del documento e codice QR. Quest’ultimo contiene a sua volta una firma digitale che, al momento della scansione dei documenti in aeroporto, verrà automaticamente riconosciuta e verificata da un portale condiviso da tutti gli Stati membri, chiamato eHealth. I dati personali del titolare del certificato non saranno memorizzati sui database dei Paesi visitati durante l’eventuale viaggio, ma rimarranno agli Stati che hanno rilasciato il pass.

Chi può ottenere il pass?

Il certificato è disponibile per chiunque si sia sottoposto a vaccino anti Covid-19, sia guarito dall’infezione o riporti un risultato negativo al «test molecolare o antigenico rapido, eseguito nelle 48 ore antecedenti», come spiega il sito del Ministero della Salute. Per spostarsi è necessaria almeno una di queste certificazioni. Chi non intendesse farne domanda (non è obbligatorio) potrà comunque viaggiare liberamente nell’Unione Europea, ma dovrà attenersi alle disposizioni dei singoli stati. 

Con quale vaccino si può fare domanda per il pass?

Qualsiasi vaccino autorizzato dall’Ema (Pfizer-BioNTech, Moderna, AstraZeneca e Johnson&Johnson) è ritenuto valido. Tuttavia, i singoli Stati possono decidere di accettare anche altri tipi di vaccino. È sufficiente aver ricevuto anche solo la prima dose.

Chi rilascia il pass?

In Italia il certificato verrà rilasciato dal Servizio sanitario regionale di competenza, vale a dire un ospedale, una clinica o un centro dove si effettuano i test (tutte queste strutture possiedono una firma digitale memorizzata nel database nazionale). Sarà poi il portale digitale eHealth, costruito per riconoscere e verificare le suddette firme, a connettere tutti gli Stati membri attraverso un’unica piattaforma. È previsto un periodo di sei settimane affinché certificati di altro tipo, emessi in precedenza da Stati o regioni, possano essere resi compatibili con il modello Ue.

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