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Vini d’Abruzzo, nei 9 mesi export a +10%

L’export dei vini abruzzesi viaggia verso un nuovo record in valore mettendo a segno un +10% rispetto al 2021. È quanto emerge dall’analisi dei primi nove mesi del 2022 dell’Osservatorio Permanente Wine Monitor Nomisma, attivato nel 2019 dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo.

“I primi cinque mercati di destinazione dove si concentra il 60% di tutto l’esportato – sottolinea Alessandro Nicodemi, Presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo – sono per ordine di importanza Germania (+12% il valore delle vendite rispetto al 2021), Stati Uniti, Canada, Svizzera e Regno Unito. In Asia ottime performance per la Corea del Sud che cresce del 25% e per il Giappone con il +19 per cento”. Eccezion fatta per la Cina che vede un lieve arretramento per via dell’emergenza Covid ancora in atto nel Paese.

In Italia la ripresa dei consumi fuori casa ha fatto registrare uno switch tra le vendite nella distribuzione organizzata, cresciute nel 2020 e 2021, e il consumo diretto in ristoranti, bar, locali notturni, enoteche. 

Per il Montepulciano d’Abruzzo le vendite in bottiglia, che rappresentano due terzi delle vendite in valore e il 40% in volume, sono cresciute del 2,6% a valore e del 2,4% a volume, con un aumento del prezzo medio in Gdo del 7,8 per cento.

Buono anche l’andamento per il Pecorino d’Abruzzo, che nei primi nove mesi dell’anno è cresciuto del 4,6% in valore e del 3,9% in volume, con un leggero incremento del prezzo medio (+0,7%). Per le fasce di prezzo più alte, e quindi nel range 6-6,99 euro, l’incremento è stato dell’84% (per un peso del 3,5% sul totale della denominazione) e del 9% nella fascia oltre sette euro. Anche il Cerasuolo d’Abruzzo ha registrato un aumento del valore nella Gdo, seppure più contenuto e pari all’1,6% per cento. 

“Il 2022 ha visto finalmente il ritorno delle grandi fiere Vinitaly e Prowein, dove l’annuncio del ‘Modello Abruzzo’, che riordinerà e semplificherà il sistema delle nostre denominazioni è stato molto apprezzato”, conclude Nicodemi. “Ci prepariamo quindi, dalla vendemmia 2023, ad andare incontro al consumatore con un’offerta più chiara e specifica con l’intento di far crescere ulteriormente i nostri vini sui mercati”.

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