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Come va Intesa Sanpaolo (che non russa più)

Che cosa emerge dalla trimestrale di Intesa Sanpaolo: numeri, confronto, tendenze e scenari 

Utile netto in crescita del 9%, a 4,37 miliardi di euro, nei primi nove mesi dell’anno per Intesa Sanpaolo che conferma obiettivi e dividendi previsti dal Piano d’Impresa 2022-2025. L’utile netto contabile risulta invece pari a 3,28 miliardi di euro. Soddisfatto l’amministratore delegato, Carlo Messina, che in conference call evidenzia come nel solo terzo trimestre il gruppo abbia ridotto del 65% l’esposizione verso la Russia.

DATI TERZO TRIMESTRE

Focalizzando l’attenzione sul periodo luglio-settembre, si nota il risultato netto è pari a 930 milioni di euro, in calo rispetto ai 1.330 milioni del secondo trimestre 2022 e ai 983 milioni dello stesso periodo del 2021. Nella nota del gruppo si sottolinea che gli interessi netti sono pari a 2,4 miliardi di euro, + 14,1% rispetto ai 2,09 miliardi del secondo trimestre 2022 e +19,4% rispetto ai 2 miliardi del terzo trimestre dello scorso anno.

Come si diceva, nel periodo in esame Intesa Sanpaolo ha ridotto di 2,3 miliardi (circa il 65%) l’esposizione verso la Russia, che a questo punto è allo 0,3% dei crediti a clientela complessivi del gruppo. Comunque la banca è “pienamente in grado di continuare a operare con successo in futuro, potendo contare sui punti di forza che contraddistinguono il gruppo, in particolare sotto il profilo finanziario, operativo, tecnologico e organizzativo”. Nel terzo trimestre ha pure realizzato rettifiche di valore per 1,3 miliardi di euro per Russia e Ucraina, in linea con l’obiettivo del Piano di Impresa 2022-2025 di un utile di oltre 5 miliardi per il 2022.

CREDITI DETERIORATI, PRESTITI E DIVIDENDI

Sul fronte della qualità del credito, l’istituto nei primi nove mesi del 2022 ha ridotto i crediti deteriorati, al lordo delle rettifiche di valore, per circa 3,9 miliardi da fine 2021 e per circa 54 miliardi dal picco di settembre 2015. Da dicembre 2021 lo stock di crediti deteriorati scende del 25,5% al lordo delle rettifiche di valore e del 14,8% al netto. L’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi è pari al 2,4% al lordo delle rettifiche di valore e all’1,3% al netto considerando il dato contabile al 30 settembre, pari rispettivamente al 2,2% e all’1,2% pro-forma tenendo conto della riduzione per le altre cessioni previste nell’anno in corso e già oggetto di accantonamento negli ultimi tre mesi del 2021.

Prosegue il supporto all’economia reale di Intesa Sanpaolo che registra circa 64 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine: 46 miliardi sono stati erogati in Italia e di questi circa 41 miliardi a famiglie e piccole e medie imprese. Inoltre, dalla trimestrale emerge che circa 3.200 aziende nostrane sono state riportate in bonis da posizioni di credito deteriorato, numero che supera le 136mila unità dal 2014 e che ha consentito di preservare oltre 15mila e 680mila posti di lavoro.

Sul fronte dei dividendi, il gruppo prevede un payout ratio pari al 70% dell’utile netto consolidato in ciascun anno del Piano di Impresa 2022-2025. Al momento 2,3 miliardi di euro sono stati già maturati a valere sull’utile netto dei primi nove mesi dell’anno e di questi 1,4 miliardi – ovvero 7,38 centesimi di euro per azione – saranno pagati come acconto dividendi il 23 novembre prossimo. Inoltre si considera di distribuire agli azionisti 1,7 miliardi di euro tramite il buyback avviato il 4 luglio e terminato l’11 ottobre scorso. Per quanto riguarda invece il buyback per i restanti 1,7 miliardi di euro – autorizzato dalla Bce – si deciderà entro l’approvazione dei risultati al 31 dicembre 2022.

OBIETTIVI CONFERMATI

I numeri dei primi nove mesi dell’anno non portano a cambi di programma. Confermato l’obiettivo di utile netto a 6,5 miliardi nel 2025 visto che “le iniziative industriali del Piano di Impresa 2022-2025 sono ben avviate” e che si va verso un “chiaro e forte rialzo derivante dall’aumento dei tassi di interesse (crescita di circa 2 miliardi di euro su base annua degli interessi netti assumendo il tasso Euribor a 1 mese in media d’anno pari al 2%)”. Allo stesso tempo si punta a un Common Equity Tier 1 ratio fully phased-in superiore al 12% nell’orizzonte del piano 2022-2025 secondo le regole di Basilea 3/Basilea 4.

Per l’anno in corso Intesa Sanpaolo prevede un utile netto di oltre 4 miliardi di euro grazie alla riduzione dell’esposizione verso la Russia e alla “forte performance operativa del terzo trimestre”, nonostante sia peggiorata l’offerta di materie prime.

MESSINA: A ESPOSIZIONE ZERO VERSO LA RUSSIA, RAGGIUNTI RISULTATI DI GRANDE RILIEVO

Durante la conference call con gli analisti finanziari, riferisce l’Ansa, il ceo Messina non si nasconde: “Siamo stati in grado di raggiugere risultati di particolare rilievo grazie al corso impresso alle principali iniziative industriali del Piano d’Impresa 2022-2025, in grado di proiettarci nel prossimo decennio.  La solidità dei risultati al 30 settembre è determinata dalla elevata qualità della nostra performance operativa. Gli interessi netti nei nove mesi crescono in maniera significativa, con un + 8,2%; la crescita rispetto al secondo trimestre 2022 è pari al 14,2%. I proventi da commissioni mostrano resilienza, in un contesto di mercato sfavorevole; i profitti assicurativi hanno raggiunto livelli record”. E ancora: “Abbiamo realizzato i migliori nove mesi dal 2008 – prosegue Messina -. Visti i risultati ottenuti abbiamo deciso di alzare la guidance dell’utile per quest’anno a oltre 4 miliardi di euro” e “la remunerazione degli azionisti resta il nostro obiettivo principale. Tutte le attività industriali sono ben avviate e la creazione della banca digitale IsyBank sta accelerando con l’assunzione di 300 specialisti. Sono molto orgoglioso dei nostri risultati. Le persone sono fondamentali per il successo di Intesa Sanpaolo”.

Il banchiere romano torna sulla questione russa: “Voglio sottolineare che nel solo terzo trimestre, abbiamo ridotto di circa il 65% la nostra esposizione” verso Mosca “pari ora allo 0,3% degli impieghi alla clientela del gruppo. Ora possiamo essere considerati una banca a esposizione zero verso la Russia” e “continueremo a lavorare per ridurre la limitata esposizione residua”.

Volgendo uno sguardo alla situazione socio-economica attuale, Messina chiarisce: “Siamo consapevoli di come la crisi energetica e l’aumento del costo della vita stiano causando un notevole peggioramento delle condizioni di vita di molte famiglie, in un contesto sociale già difficile. Per queste ragioni – aggiunge l’ad – abbiamo stanziato 30 miliardi di euro a favore di imprese e famiglie dando la possibilità di sospendere o rimodulare mutui e prestiti, concedendo erogazioni a tassi agevolati e permettendo rateizzazioni a tasso zero”.

D’altronde, il momento non è facile neppure per gli istituti di credito: “Nei primi nove mesi del 2022 la nostra Banca ha affrontato uno scenario straordinariamente complesso” ma “la grave crisi internazionale causata dal conflitto scatenato dalla Russia in Ucraina, con il notevole incremento dell’inflazione hanno trovato un’economia italiana solida e in grado di reagire”. E dunque, “a fronte di qualche rallentamento nel prossimo anno, la prospettiva che vediamo per l’anno successivo è di un chiaro ritorno della crescita. Tutto ciò grazie a un apparato produttivo duttile e dinamico, con imprese competitive sui mercati internazionali che ci collocano ai vertici globali in termini di saldo commerciale”.

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