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Flop Invitalia sui fondi per rinnovabili e batterie

Invitalia ha riaperto lo sportello da quasi 360 milioni per agevolare i progetti sulle rinnovabili e le batterie. Il Pnrr ha stanziato 1 miliardo in tutto, ma la partecipazione industriale è stata finora deludente. Tutti i dettagli

Invitalia, la società per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa controllata dal ministero dell’Economia, ha fatto sapere che dal 28 novembre al 28 febbraio sarà di nuovo possibile chiedere le agevolazioni del contratto di sviluppo per lo sportello “Rinnovabili e batterie”.

LA RIPARTIZIONE DEI FONDI

Lo sportello, la cui riapertura è prevista dal decreto direttoriale del 16 novembre scorso, avrà una dotazione di 358 milioni di euro che serviranno a sostenere progetti sull’energia eolica, sul solare fotovoltaico e sulle batterie per lo stoccaggio energetico.

Più nello specifico, sono previsti 157 milioni per i progetti sulle batterie, 142 milioni per i progetti in tecnologia fotovoltaica e 58 milioni per impianti e componentistica eolica.

PRIORITÀ ALLO SVILUPPO DI FILIERE ITALIANE

La priorità d’accesso ai fondi verrà data a quegli investimenti utili allo sviluppo di catene del valore nazionali per le rinnovabili e per le batterie: si tratta di due filiere strategiche – sono considerate tali non solo in Europa ma anche negli Stati Uniti, ad esempio – perché indispensabili alla rivoluzione industriale innescata dal processo di decarbonizzazione.

COSA C’È NEL PNRR SU RINNOVABILI E BATTERIE

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) ha stanziato 1 miliardo di euro per gli investimenti nelle rinnovabili e nelle batterie con l’obiettivo di sviluppare “una leadership internazionale, industriale e di ricerca e sviluppo nelle principali filiere della transizione” ecologica.

L’obiettivo del governo è portare la capacità energetica dei pannelli fotovoltaici prodotti in Italia dagli attuali 200 megawatt all’anno a 2000 MW all’anno entro il 2025, e di dotare il paese di una capacità manifatturiera di batterie da 11 gigawattora entro il 2024.

INVESTIMENTI INSUFFICIENTI

Tuttavia, come ha ricordato Andrea Pira su MF-Milano Finanza, la richiesta di accesso alle risorse del PNRR è stata tutto sommato debole: Invitalia ha ricevuto domande per progetti sulle rinnovabili e sulle batterie per circa 629 milioni di euro, ovvero il 63 per cento della cifra totale messa a disposizione (1 miliardo).

Le agevolazioni per il fotovoltaico sono state sei, pari a poco più di 252,5 milioni; quelle per l’eolico sono state due, per quasi 41 milioni; quelle per le batterie, infine, sono state sei, per 335,6 milioni.

SCARSO INTERESSE DELLE PMI?

Il precedente ministero dello Sviluppo economico – ora rinominato ministero delle Imprese e del made in Italy, sotto la guida di Adolfo Urso – aveva sottolineato lo scarso coinvolgimento delle piccole e medie imprese attive nella filiera delle rinnovabili e delle batterie.

I MAXI-PROGETTI DI ENEL, STELLANTIS E MIDSUMMER

I progetti riconducibili a queste due aree sono infatti pochi ma grandi, e portati avanti da aziende di grosse dimensioni: la fabbrica di celle e moduli fotovoltaici di Enel a Catania, in Sicilia; lo stabilimento di pannelli fotovoltaici flessibili della svedese Midsummer a Modugno, in Puglia; e l’impianto per la produzione di batterie di Stellantis a Termoli, in Molise.

– Leggi anche: Stellantis, Enel, Midsummer. Ecco chi punta sui soldi del Pnrr per batterie e rinnovabili

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