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Il diario di una mamma contagiata: la paura corre sulla chat dell’asilo

“Fare una zona rossa adesso è come chiudere la stalla dopo che sono scappati i buoi”: questo, in sintesi, il pensiero di tanti cittadini di Bollate. Per capire il perché di questo stato d’animo occorre andare indietro di tre settimane.

26 gennaio – La classe positiva

Si registra la prima positività in una sezione della scuola materna Munari. La stessa sorte tocca ad un’altra sezione il giorno dopo.

28 gennaio – “State a casa”

Alle 7 del mattino sulla chat delle altre due classi arriva un messaggio: “Meglio se non mandate i bambini a scuola”. Nulla di ufficiale: è solo un consiglio, che stravolge la quotidianità tra una doccia, il caffè e le fette biscottate. Corre voce che tutte le maestre e le bidelle stiano male. È un giorno di preoccupazione: “Cosa sta succedendo?”. “È grave?”.

29 gennaio – La materna chiude

Alle 11 la scuola manda una mail: “in attesa delle disposizioni da parte dell’Ats si invitano tutte le famiglie a tenere i figli fiduciariamente presso il proprio domicilio”. Il preside Salvatore Biondo non può fare diversamente. Il protocollo prevede infatti che la chiusura di una scuola debba essere valutata dal Dipartimento di prevenzione dell’Ats territoriale.

2 febbraio – “Io sto male”

Come previsto, i pediatri hanno spedito tutti i bambini che hanno sintomi riconducibili al Covid a fare il tampone. Nei giorni seguenti i numeri dei positivi decollano. Intanto nella chat qualche genitore comincia a dire: “Ho la febbre”; “Sto male”.

5 febbraio – Inizia la quarantena

Ats dispone la quarantena della materna Munari e comunica che la struttura riaprirà lunedì 22 febbraio.

Dal 6 al 10 febbraio – L’attesa

Ats invita i bambini a fare i tamponi rapidi. Intanto, alla scuola elementare Marco Polo, adiacente alla Munari, cresce l’apprensione: nonostante i rigidi protocolli, stanno emergendo le prime positività perché i bambini più piccoli stanno contagiando fratelli e sorelle. Molti di loro sono asintomatici. Diventano parecchi i genitori che stanno male.

10 febbraio – ” È variante inglese ”

L’Ats informa il preside Biondo che alla scuola Munari è stato individuato il genoma del virus Covid-19 nella variante inglese. Si rendono perciò necessarie delle misure straordinarie anche per la scuola elementare Marco Polo. Le famiglie vengono informate con un messaggio sulla chat, alle 22, e poi con una mail quando è ormai quasi mezzanotte: da domani le lezioni saranno solo in Dad. Nel documento si legge anche che “la velocità di diffusione del contagio rende opportuno procedere a uno screening di comunità per circoscrivere tempestivamente il focolaio”. Sull’avverbio “tempestivamente” si sollevano le rimostranze delle famiglie. Sono già trascorsi 14 giorni. Alla scuola dell’infanzia, su circa 90 persone, ci sono almeno 59 positivi al coronavirus: 45 bambini e 14 tra insegnanti e operatori. “Cosa state aspettando?”, si chiedono i genitori.

11 febbraio – Il caso Bollate

Repubblica dà la notizia. Si accendono i riflettori su Bollate. Il sindaco e il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Munari confermano: “Sì ci sono tanti contagi”; “Sì è variante inglese”; “No, non siamo in zona rossa”; ” No, le elementari non sono in quarantena”; “Per favore siate prudenti”.

12 febbraio – Inizia lo screening

Al drive through di via Novara inizia lo screening per gli alunni delle due scuole primarie appartenenti all’IC Rosmini.

Sabato 13 e domenica 14 febbraio

Come se nulla fosse il parco Martin L.King è pieno di bambini e ragazzi, complice anche il tepore di quei giorni.

15 febbraio – Tranquilli, solo otto positivi su 500

Gli esperti dell’Ats comunicano che sui più di 500 test rapidi effettuati agli alunni e ai docenti delle due elementari si sono riscontrate solo 53 positività. E di queste 53, solo otto sono state confermate dal tampone molecolare. Malgrado lo screening non sia terminato, sembra che la situazione alle elementari non debba preoccupare. “È un falso allarme” , pensano in molti.

16 febbraio – I primi dubbi

Corre voce che elementari e materne non riapriranno ai bambini il 22 febbraio. Si susseguono messaggi, dicerie, illazioni. “La scuola è un servizio pubblico, la cui interruzione costituisce reato: non può restare chiusa se non c’è un focolaio ” , insinua qualcuno, ormai esasperato. È panico. La segreteria dell’istituto comprensivo non ha indicazioni da dare. Solo l’invito a pazientare. Ma la materna è chiusa ormai da tre settimane e la pazienza scarseggia. Le famiglie hanno bisogno di sapere, di organizzare la cura, il lavoro, le necessità, gli equilibri.

16 febbraio – ore 20. Bollate è zona rossa

Il presidente lombardo Attilio Fontana predispone per il Comune di Bollate la zona rossa fino a mercoledì 24 febbraio. Le chat della scuola sono di nuovo infuocate. “Ma se avevano detto di non aver trovato tanti positivi?”.

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