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Ospedale di Pistoia, il Centro Nazionale Trapianti inserisce la Nefrologia in una rete nazionale di eccellenze.

La Nefrologia dell’ospedale di Pistoia inserita dall’ISS nel percorso speciale. E’ la prima struttura di tutta l’AUSL Toscana Centro nella rete di prescrizione di esercizio fisico pre e post trapianto.

La nefrologia dell’ospedale San Jacopo di Pistoia inserita in una rete nazionale di eccellenze.

A premiare il costante impegno dell’equipe toscana è il Centro Nazionale Trapianti (organo dell’Istituto Superiore di Sanità) che nei giorni scorsi ha aggiunto il reparto all’interno della rete nazionale di prescrizione di esercizio fisico nel pre e post trapianto.

Il direttore sanitario, dottoressa Lucilla Di Rienzo ha così commentato la grande opportunità che si apre per i pazienti “Molti di loro devono seguire la terapia dialitica anche per anni, e diversi pazienti sono anche giovani, e poter prescrivere insieme alle cure mediche anche l’esercizio fisico influenzerà positivamente l’intero percorso assistenziale fornendo anche occasioni di socializzazione. Sono contenta che nel mio ospedale i pazienti possano usufruire di questa possibilità alla quale, da anni, si dedica il dottor Capitanini con buoni risultati“.

Sono anni ormai che nel reparto diretto dal dottor Alessandro Capitanini viene proposta attività fisica per le persone dializzate. Una scelta clinica e organizzativa importante, come spiega lo stesso medico:

“Il nostro corpo è fatto per muoversi e il movimento contribuisce alla salute generale. I pazienti affetti da malattia renale, soprattutto nella fase dialitica, rappresentano una popolazione notevolmente sedentaria e tale stile di vita, in parte forzato, contribuisce molto all’elevato rischio cardiovascolare di questa popolazione.

Fare attività fisica in modo regolare migliora le condizioni generali di salute -prosegue il medico- influisce positivamente sull’autonomia, sull’umore e contribuisce a contrastare molti fattori di rischio cardiovascolare anche nei pazienti affetti da malattia renale.

Una regola aurea per le terapie nefrologiche degli anni 50 era la regola delle 3L (letto, lana, latte: ossia riposo, al caldo con cibi proteici). Tale imprinting continua, impropriamente, a far sentire la sua influenza. In realtà una delle cure migliori che possiamo prescrivere, anche nei pazienti nefropatici, è proprio l’attività fisica adattata associata ad una alimentazione mirata e corretta.

Utilizzare, poi, in modo proficuo il tempo della dialisi per fare attività motoria rappresenta una rivoluzione culturale e pratica molto salutare”.

Adesso i pazienti seguiti dal reparto potranno beneficiare di una sinergia con centri di medicina dello sport, palestre e associazioni dei pazienti.

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