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Quando la sanità non viaggia alla stessa velocità in Italia. Il caso di un cittadino pugliese.

Ci scrive Claudio e ci racconta delle sue disavventure sanitarie e socio-sanitarie in Puglia. Quando le cure non viaggiano alla stessa velocità in Italia.

Spettabile Redazione Assocarenews,

mi chiamo Claudio (nome di fantasia) di 39 anni da Bari – Palese. Sono un caregiver familiare a tempo pieno 24/7, convivente con i miei due genitori ultrasettantenni, invalidi l’una all’80% e l’altro al 100% con disabilità grave art.3 comma 3 in trattamento salvavita di emodialisi, ricoverato per Covid dallo scorso 15/03/2021 transitato per varie strutture cittadine e finito in dimissioni protette presso Hospice Aurelio Marena Bitonto (BA) presso il quale è ancora in degenza dal 3/05/2021.

Quello che ho da dirVi ha dell’incredibile: da svariati anni riceviamo dalla Sanità Pugliese attenzioni, cure e prestazioni mediocri per la complessità delle patologie di tutto il nostro nucleo familiare e ci è accaduto non raramente di essere quasi non tollerati e non ben accettati presso ambulatori e strutture pubbliche e convenzionate. Ebbene si.

Me e mio padre soprattutto sui quali sembra ci sia un gran passaparola atta a creare una fama negativa ovunque. La risposta l’ho trovata da solo: i familismi amorali, ma sono un’altra storia del quale non vorrei renderVi partecipi per incapacità delle Istituzioni di porvi rimedio.

Quel posso dirVi è che egli è ammalato di diabete tipo II ed ipertensione da almeno 30 anni e la corretta diagnosi, le migliori terapie accessibili, la prevenzione, l’informazione e la sensibilizzazione sono mancate spesso e volentieri.

Giusto per citare un esempio: le scarpe per piede diabetico ce le hanno prescritte soltanto alcuni anni fa, insieme alla protesi di gamba SX il quale non ha potuto mai effettivamente indossare e provare per mancata riabilitazione e assenza di esercizio a tale scopo.(ci hanno letteralmente detto: non si può far nulla se lo tenga in carrozzina suo padre).

Abbiamo cambiato medico curante nella speranza che i fine settimana e i prefestivi e festivi non diventassero l’occasione per un viaggio in pronto soccorso. Spesso è accaduto che alla vigilia di un weekend si verificassero problemi gravi tali da ospedalizzare il paziente!! Le visite specialistiche sono spesso un po troppo soft!!
Tutta l’enorme documentazione sanitaria in ns possesso non viene neanche guardata!!! Il MMG ci sta dietro come può ma ripeto siamo seguiti molto approssimativamente. Non sappiamo di aver diritti e servizi di cui non usifruiamo perché nessuno ci dice nulla e spesso tocca a me inventarmi l’impresa di scoprire cose.

Spesso è accaduto che le associazioni, le coop, le onlus di trasporto dializzati ci abbiano offerto un servizio scadente: auro sporche all’interno, estrema velocità in strada, incompetenza degli operatori, cadute del paziente con insoddisfazione e terrore del paziente. Spesso ci tocca letteralmente insistere e rompere le scatole al medico per ottenere un’informazione, un parere, ecc.

Mia madre ha una mastectomia radicale SX e prova fastidio nell’indossare la cintura di sicurezza in auto. Abbiamo chiesto al MMG ma risposte zero. Presso l’ufficio ASL patenti speciali spesso non rispondono come non risponde quasi nessun numero telefonico della sanità pugliese. Un po troppo spesso.

Per le visite specialistiche non abbiamo professionisti fissi che ci seguono, dobbiamo continuamente cambiarli in base alle liste di attesa fornite dalla ASL che sono molto variabili.

Io che non so come ottenere un decente servizio psicologico per risolvere i miei problemi di depersonalizzazione, derealizzazione, depressione, rifiuto della vita. Non riesco a intraprendere un percorso di dieta serio e costante per i miei problemi psicologici.

Spesso sono davanti al bivio di dover pagare visite specialistiche serie che non mi posso permettere oppure l’alternativa è zero.

Ho dovuto effettuare delle infiltrazioni di cortisone per problemi di tallonite ma i medici non le vogliono effettuare con ricetta SSN preferiscono la prestazione privata.

Non effettuavo il richiamo del vaccino per tetano da oltre un decennio e non me l’ha ricordato nessuno.

Temo di avere dei problemi per i quali necessito di esami strumentali di ritorno e insufficienza venosa, test lattulosio, intolleranze alimentari, test allergici approfonditi della pelle e del sudore.

La sanità in questa regione soffre di logiche di consumo e privatizzazione che escludono e discriminano persone e ammalati.

È indubbio: ci sono ammalati privilegiati di serie A ai quali è garantito ogni diritto e trattamento innovativo e accessibile e ammalati di serie z che ci lasciano le penne giorno dopo giorno ad inseguire affannosamente la Sanità malata.

Non ho voluto rendere questa lettera estremamente tediosa e perciò mi sono fermato qui ma ne avrei davvero tante da raccontare e oggi mi chiedo: come mai tutto questo?

L’ho capito dopo più di 15 anni: caste, privilegi, clientele, familismi, mafie, consumismo forzato.

Spero di aver portato alla Vs attenzione fatti importanti della vita dei cittadini che non hanno mai voce e non l’avranno mai.

Vi chiedo la discrezione e l’anonimato sulle vicende perché sono già ampiamente osservato e intimidito.

Cordiali saluti.

Claudio, Caregiver.

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