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Dimorecentrale, il nuovo contenitore creativo di Dimorestudio dal sapore industrial

Dimorecentrale: un nuovo polo creativo in città

Britt Moran ed Emiliano Salci.Stefano Galuzzi

«Ci gettiamo nel passato senza cercare di ricreare fedelmente la storicità, ma di reinterpretarla». Britt Moran ed Emiliano Salci, fondatori nel 2003 di Dimorestudio, sanno come coniugare vintage, glamour e contemporaneità. Una cifra stilistica che li ha resi celebri nel mondo, una visione affascinante e up-to-date che dona un volto sofisticato e sognante a residenze, hotel, negozi, showroom, ma che passa anche attraverso l’attività di editori di prodotti, arredi, tessili e illuminazione (con Dimoremilano) fino ad arrivare a quella di galleristi e dealer di design storico e contemporaneo (con Dimoregallery). 

Al centro dello spazio, come a rovesciarsi sulla pedana centrale, un set di 4 sedute di Gio Ponti modello CA 601. Appoggiate alla parete, una coppia di console vintage completano il setup.Silvia Rivoltella

Oggi, questo approccio eclettico e multiculturale molto amato dalle grandi maison della moda italiane e internazionali (come Fendi, Hermès, Dior) approda nello spazio polifunzionale di Dimorecentrale: un ex deposito di oltre 2mila metri quadrati dal sapore industriale. La location, in via Sammartini 63, a due passi dalla Stazione Centrale di Milano – progettata dall’architetto Ulisse Stacchini negli anni ’30 –, oltre a essere la nuova sede espositiva del duo «è un contenitore neutro che permette di avere più libertà creativa», spiega Britt. 

Al centro, la lounge chair Snedkerier di Poul Kjaerholm e Jørgen Høj, prodotta da Thorald Madsen nel 1952. Dietro, un set di 4 sedute S11 di Pierre Chapo.Silvia Rivoltella

«La scelta di quest’area da trasformare è una scommessa: non siamo né a Londra né a New York, dove le zone dismesse metropolitane diventano subito trendy, ma abbiamo piena fiducia Dimorecentrale diventerà senz’altro un nuovo polo creativo per la città di Milano», aggiunge Emiliano. 

Dettagli dell’allestimento espositivo all’interno della galleria di via Sammartini 63 a Milano.Silvia Rivoltella

Guardare oltre, immaginare il futuro (anticipando i gusti e i desideri) è qualcosa che “i Dimore” sanno fare benissimo, fa parte del loro DNA. «In questo momento così difficile, tra guerra e crisi energetica, sentiamo la necessità di progetti più stabili, classici, che ci facciano sentire al sicuro».

Su pedane nere, divano 802 di Carlo De Carli (Cassina), tavolino Cubo Tondo di Gabriella Crespi, armchair di Antti Nurmesniemi e, sul fondo, quattro sedie Kazuki di Kazuhide Takahama. Lampade LS1GC Lampione di Luigi Caccia Dominioni.Silvia Rivoltella

La loro visione si declina innanzitutto nella selezione delle forme e nei colori, dove la scelta cade su nuance sobrie e terrene come cacao, marrone, cammello, beige. «Abbiamo un estremo bisogno di certezze. Così anche i mobili che selezioniamo sono meno appariscenti, ma qualitativamente superiori e sartoriali, con dettagli preziosi, anche se non subito visibili al primo sguardo». Tra i prossimi progetti, ne spicca uno in particolare: l’Orient Express. «È un albergo su ruote con spazi ridotti, ma che deve mantenere gli standard del lusso. Una sfida bellissima e avvincente». Il treno La Dolce Vita sarà, ovviamente, ispirato al design italiano. Gli spunti arrivano dagli anni gloriosi del ’60, ’70 e ’80: da Gae Aulenti a Nanda Vigo, passando per Gabriella Crespi, dai materiali come gli ottoni fino alle silhouette morbide e rivoluzionarie tipiche dell’epoca. «Non vediamo l’ora di partire». E poi? «Arriveranno case importanti a Cap-Ferrat, Saint-Tropez e Londra, oltre a un altro grande lavoro di hospitality. Ma quello è top secret». 

In un corner della galleria, tavolini bassi Scultura in ottone di Gabriella Crespi rieditati da Dimorestudio.SilviaRivoltella

Lo spazio di 700 mq dal sapore industriale ospita una ricca collezione di pezzi di design del Novecento italiano e internazionale.Silvia Rivoltella

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