Salvini svela il Ponte di Messina: “Costa meno dell'Rdc. Io anche Commissario alla siccità”

Redazione 22 marzo 2023 21:27

È lungo 3.200 metri, è il ponte più lungo del mondo a campata unica, è alto 400 metri, ha 6 corsie per le auto e in mezzo due percorsi ferroviari”. Matteo Salvini mostra così il plastico del Ponte sullo Stretto di Messina. Ospite di Bruno Vespa a 5 minuti, trasmissione di Rai 1, il ministro delle Infrastrutture e trasporti ha parlato di Ponte sullo Stretto, reddito di cittadinanza ma anche siccità, senza nascondersi di fronte a un eventuale ruolo di Commissario straordinario. 

“Costa meno di un anno di Reddito di cittadinanza”

“Gli italiani hanno già pagato un sacco senza che sia stata posata una pietra” del Ponte sullo Stretto di Messina e farlo è utile perché “primo a Ponte fatto, e ad Alta Velocità completata”, il tratto “Palermo-Roma si copre in 5 ore mezza in treno, contro le 12 ore di oggi”, dice Salvini da Bruno Vespa.

Salvini ha rilevato che con questa infrastruttura “ci sono 100mila posti di lavoro veri e un risparmio ambientale pari a 140mila tonnellate di CO2 non emesse nell’aria, con il Canale di Sicilia ripulito” e, “oltre a risparmiare soldi, tempo e salute” si parla di “un gioiello dell’ingegneria italiana”.

Salvini con il plastico del Ponte sullo Stretto di Messina da Bruno Vespa: le foto

I soldi per realizzare l’opera, stimati in circa 7 miliardi di euro, ha spiegato ancora Salvini, “li prende lo Stato e se dei privati vorranno dare una mano saranno i benvenuti. Ci costa meno di un anno di Reddito di cittadinanza”.

“Rispondo poi a quelli che dicono che Ponte non serve” rilevando, ha continuato il ministro, che “stiamo finanziando l’Alta Velocità in Sicilia per 12 miliardi e la Salerno Reggio-Calabria”. Tempistiche? Salvini ha assicurato che “occorrano 5 anni, con inizio cantieri nel 2024” per finire l’opera. “Se ne parla da 50 anni e agli italiani queste chiacchiere sono già costate un miliardo di euro” ha detto il ministro delle Infrastrutture.

Salvini si prende anche la siccità

Matteo Salvini vuole anche prendersi il dossier sulla siccità, diventando Commissario straordinario per l’emergenza. Il suo Ministero è infatti tra quelli coinvolti nella Cabina di regia approntata da Palazzo Chigi per fronteggiare l’emergenza siccità, ma la nomina del Commissario non c’è ancora stata. 

In attesa del decreto del governo, Salvini si propone: “Servono soldi e poteri speciali. Già abbiamo finanziato e sbloccato dighe di cui si parla da una vita. Io per carità non mi risparmio – dice Salvini -. Mi conoscete, se mi metto in testa una cosa e penso che serva al Paese, la faccio. L’unica cosa che non posso fare è far piovere.  Chiedo agli italiani: usate bene l’acqua, è oro”, aggiunge. 

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Sul “decreto acqua” Salvini ha detto al convegno sull’acqua organizzato da The European House-Ambrosetti che “se il decreto arriverà in Consiglio dei ministri martedì” come spera, chiederà soprattutto “soldi, perché il commissario senza soldi o l’emergenza senza soldi, non la si risolve”.

Ma il nome del commissario “è l’ultimo dei problemi” ha assicurato Salvini, aggiungendo che “deve prendere delle responsabilità per decidere e non lo invidio, che si prenda onori e oneri, e firmare. Codice civile e codice penale alla mano, fra abuso di ufficio, danno erariale e quant’altro non lo invidio. Vista la contingenza e visto che gli enti locali rischiano di non mettersi d’accordo tocca comunque al commissario decidere”.

“Può essere Tizio o Caio, ma deve avere normative più snelle, deve poter contare su personale numericamente plausibile” e con stipendi adeguati visto per esempio, ha aggiunto Salvini, che gli ingegneri “vengono pagati 1.600 euro al mese dalla pubblica amministrazione”.

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I progetti più di medio e lungo periodo sull’emergenza siccità sono più in capo al ministero di Salvini mentre interventi più urgenti possono essere risolti dal MaMinistero dell’Ambiente e della sicurezza energetica di Fratin. Ma poi serve anche “la compatibilità con le norme europee per non finire in infrazione”, ha aggiunto Salvini.

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Al Ministero delle Infrastrutture c’è stata una riunione, presieduta da Salvini, per fare il punto sull’emergenza idrica all’indomani della cabina di regia a Palazzo Chigi da lui stesso coordinata, e in vista del decreto ad hoc e “per procedere con scelte più efficaci e rapide”. Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha detto che fra i ministeri che fanno parte della cabina di regia “ci stiamo confrontando in particolare per ragionare su quello che va fatto nel breve, nel medio e nel lungo periodo. C’è bisogno di un ragionamento complessivo, ad esempio sul dragaggio delle dighe e quindi sui rifiuti speciali, – ha concluso Lollobrigida – su un problema finora inevaso”. 

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