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Sequestrato e pestato in un casolare: i carabinieri lo trovano legato col nastro adesivo

Redazione 21 febbraio 2023 13:46

I carabinieri di Castelfranco Veneto hanno arrestato nelle scorse ore tre giovani (tra cui un minorenne) accusati di aver adescato in chat un impiegato 50enne, attirandolo in un casolare di Via Marconi a Vedelago (Treviso) dove lo hanno sequestrato, picchiato e rapinato. Provvidenziale l’intervento dei militari dell’Arma che hanno liberato e soccorso il 50enne, arrestando in flagranza di reato i presunti responsabili. 

L’intervento dei militari

Da qualche tempo i carabinieri avevano ricevuto una serie di segnalazioni su possibili attività illecite all’interno di quel casolare. Sabato pomeriggio, 18 febbraio, avendo notato un giovane uscire dall’edificio in sella alla sua bici, sono intervenuti fermandolo per un controllo. L’atteggiamento nervoso del ragazzo ha subito insospettito i militari. Il giovane ha riferito che avrebbe dovuto effettuare un prelievo in un vicino sportello bancomat. I carabinieri a quel punto sono entrati nel casolare trovando, al piano interrato, un uomo disteso a terra immobilizzato mani e piedi con del nastro adesivo che gli copriva anche la bocca.

Un giovane stava minacciando il 50enne con un taser, l’altro gli era seduto sopra per impedire all’uomo di fare qualsiasi movimento. L’ostaggio è stato subito liberato e soccorso e i due aggressori bloccati. Il ragazzo fermato in bicicletta aveva con sé soldi, bancomat e chiavi dell’auto del sequestrato mentre i due complici avevano l’uno una torcia e un coltello con lama di 9 centimetri, l’altro un coltello con lama di 8 centimetri, il taser e un rotolo di scotch utilizzato per immobilizzare la vittima. Secondo una prima ricostruzione dei fatti la vittima aveva conosciuto da tempo uno dei tre giovani su una piattaforma social, e dopo alcuni scambi di messaggi in chat aveva acconsentito a incontrare il ragazzo nel casolare in questione.

Dopo aver lasciato l’auto in un parcheggio nelle vicinanze il 50enne aveva seguito il giovane all’interno del casolare dove sarebbe stato aggredito, minacciato e immobilizzato dal terzetto. I carabinieri sono intervenuti proprio mentre il giovane in bicicletta, ottenuto il codice di sblocco dalla vittima ormai tramortita, si stava dirigendo a prelevare denaro. Il 50enne, portato in ospedale per i politraumi riportati, è stato dimesso con una prognosi di 30 giorni. I due giovani poco più che maggiorenni sono ora in carcere a Treviso, mentre il minore è stato accompagnato presso un centro di prima accoglienza del capoluogo.

Di cosa sono accusati i tre giovani

Per i tre le ipotesi di reato sono di concorso, a vario titolo, in: sequestro di persona, rapina aggravata, lesioni personali aggravate e possesso ingiustificato di oggetti atti a offendere. Ulteriori indagini sono ora in corso a cura dei militari dell’Arma, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Treviso e di quella minorile di Venezia, per verificare se a carico degli indagati possano essere ipotizzati, come sembrerebbe, anche altri precedenti penali oltre a quelli per cui sono già stati accusati.

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