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Casa Baglioni a Milano è un omaggio all’arte contemporanea

Il nuovo hotel a Milano è un omaggio all’arte della città

Ingresso Casa Baglioni 

Photo credit Diego De Pol

«Casa Baglioni è situata nella vivace Brera, all’interno di un palazzo liberty del 1913, dove negli anni ‘40 e ‘60 a pochi passi da questo luogo, si riunivano i grandi artisti che hanno segnato la storia dell’arte contemporanea. Un’identità forte che rappresenta la città di Milano. Abbiamo quindi cercato di interpretare lo spirito del luogo per dare vita ad un racconto unico». Preservare e riscoprire le radici dell’edificio sono gli intenti dell’architetto Federico Spagnulo, fondatore di Spagnulo & Partners, che insieme ai soci Alessandra Carbone e Andrea Spagnulo, ha progettato il nuovo hotel a Milano del Gruppo Baglioni Hotels & Resorts. Casa Baglioni, come suggerisce il nome, propone un’evoluzione del concetto di ospitalità, offrendo un’esperienza intima e personale, dove sentirsi a casa, ma è anche un’occasione per scoprire radici storiche ancora insondate. 

Il salotto milanese di un collezionista d’arte 

Percorrendo il viale alberato di via dei Giardini, all’angolo con via dell’Annunciata e via Fatebenefratelli, si svela l’elegante edificio, che rievoca una casa borghese. All’arrivo siamo accolti in un salotto milanese dall’atmosfera domestica, dove il check-in viene effettuato in maniera discreta, senza la presenza di un desk dedicato. Si possono subito ammirare importanti opere d’arte di Enrico Castellani – Superficie bianca – e Agostino Bonalumi – Bianco, provenienti dal Fondo per l’Arte Trust Collection di Stefano Cecchi, che nel corso dell’anno verranno sostituite a rotazione con nuove opere.

Lobby Casa Baglioni

Photo credit Diego De Pol

 «Il richiamo alle avanguardie artistiche è presente in ogni dettaglio: i tappeti attingono dalle geometrie delle opere d’arte di Enrico Castellani, Agostino Bonalumi e Gio Ponti, le lampade evocano le sculture di Fausto Melotti, il divano di Rubelli Casa è rivestito con tessuto di Gio Ponti, i libri fanno riferimento alla storia del design e della moda di Milano, mentre il grande lampadario di Panzieri all’ingresso è una composizione personalizzata che ricorda la struttura al neon di Lucio Fontana esposta al Museo del ‘900 in Piazza Duomo», spiega l’architetto Federico Spagnulo. Altro interessante elemento è la collezione di complementi di arredi “Cromie Domestiche”, ideata da Gala Rotelli per gli interni Casa Baglioni. «Abbiamo deciso di affidare alla designer la realizzazione di tutti gli oggetti presenti nelle diverse aree dell’hotel. Si tratta di vasi, piatti, svuotatasche, brocche ed elementi decor, nei colori senape, blu e grigi, ispirati agli anni ’60. Opere dalla manifattura artigianale che sono un omaggio al made in Italy».  Il risultato è una vera e propria casa di un collezionista d’arte che è anche un hub culturale dove gli ospiti possono riscoprire le bellezze della città. Grazie infatti ad un programma di esperienze pensato ad hoc sono previste visite agli edifici di Gio Ponti, alle botteghe artigianali di Brera, al Museo Poldi Pezzoli e alla Pinacoteca di Brera.

Il nuovo ristorante di Claudio Sadler con wine room 

Proseguiamo il nostro tour al piano terra e scopriamo il ristorante di Claudio Sadler, celebre chef stellato milanese, dove ha trasferito la sua residenza. All’ingresso si trova una suggestiva “wine cellar“, avvolta dal legno, dove è possibile degustare un’ampia varietà di pregiati vini o organizzare cene private. Come nella lobby anche in questo spazio tutti gli arredi sono stati progettati dallo studio Spagnulo & Partners. 

Ristorante Sadlel, Casa Baglioni

Photo credit Diego De Pol

Nella luminosa sala da pranzo sono presenti le opere d’arte di Carla Accardi – Assedio Rosso – e  Hans Hartung – T1963-U2 e T1963-K28 -. Alle pareti le boiserie in legno di noce sono accostate a materiali in ottone e marmo, mentre la carta da parati di Rubelli dona un tocco di tridimensionalità. Suggestivo è il pavimento in seminato che rievoca i disegni geometrici di Gio Ponti. Completano lo spazio le sedie Claretta, interamente rivestite in tessuto Rubelli, e disegnate ad hoc da Spagnulo & Partners, e i tavoli realizzati su misura. I  lampadari sono anche un progetto dello studio di architettura, mentre in fondo alla sala si scorge lo scenografico lampadario Giogali di Vistosi, disegnato da Angelo Mangiarotti negli anni ‘70. Nelle nicchie alle pareti sono presenti oggetti dalle forme archetipiche di Gala Rotelli, come madeleine proustiane, oggetti che ricordano accessori familiari, facendoci subito sentire a casa. Uno spazio curato in ogni dettaglio, frutto di una meticolosa ricerca per giungere a un’armonia perfetta di tutti gli elementi. 

Wine cellar, ristorante Sadler 

Photo credit Diego De Pol

Raffinate suite rievocano i movimenti artistici degli anni ’60

Saliamo le scale dei sei piani per visitale le 30 camere e le suite, che sono collocate negli ultimi due piani, in una porzione di edificio con ampie vetrate, che è stata integrata in un secondo momento. Le spaziose suite presentano un design raffinato con tappeti, arredi, lampade e boiserie, realizzati su misura. Alle pareti ci sono immagini iconiche degli anni ‘60, in bianco e nero. Altro dettaglio sono i soffitti a losanghe, che rievocano i tratti geometrici presenti sui tappeti. 

Casa Baglioni suite 

Photo credit Diego De Pol

A guidare le scelte stilistiche è stato il variegato e complesso mondo dell’arte degli anni ‘60, percorso da movimenti, avanguardie, artisti, architetti e designer, che hanno fatto delle arti integrate il terreno fertile della loro ricerca. Così i decori, i tessuti, i colori, i materiali ripercorrono la tradizione morfologica e grafica di alcuni grandi artisti, architetti e designer di quell’epoca. 

Terrace Suite living 

Photo credit Diego De Pol

Nella terrazza dell’ultimo piano, con vista panoromica sullo skyline di Milano, sarà previsto uno spazio lounge con apertura in primavera. Un progetto che è un omaggio a Milano, alla sua arte e alla sua tradizione borghese, espresse oggi nell’ospitalità di Casa Baglioni. 

Terrace Suite 

Photo credit Diego De Pol

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