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Cosa vedere (e fare) a Napoli in un weekend

Cosa vedere (e fare) a Napoli in un weekend

Napoli, città anfiteatro protesa sul mare, è un luogo unico al mondo: crocevia di storia e tradizioni antiche di secoli, con uno sguardo sempre proiettato al futuro. Il capoluogo partenopeo, che seppe tanto seppe stregare Goethe, come pure i grandi artisti che tra Sette e Ottocento la resero “tappa obbligata” del Grand Tour, non smette di stupire con la sua vitalità. Perché qui arte, storia, architettura e territorio si fondono in un caleidoscopio di esperienze tutte da scoprire. Dagli splendori del Barocco ai musei d’arte contemporanea, dal Miglio d’Oro alla Napoli sotterranea fino ai sentieri lungo il Vesuvio. Ecco una mini-guida per scegliere cosa vedere a Napoli, magari in un weekend. 

Artificio Barocco

Giuseppe Sanmartino, il Cristo velato (1753), cappella Sansevero, Napoli. Photo Vittorio Sciosia/REDA&CO/Universal Images Group via Getty Images

REDA&CO/Getty Images

Al centro della navata della Cappella Sansevero c’è una delle sculture del tardo barocco più suggestive ed enigmatiche al mondo: è il Cristo velato di Giuseppe Sanmartino, scultore napoletano che seppe fondere afflato barocco e naturalismo in un’opera che è diventata simbolo del destino e del riscatto dell’umanità. In questo luogo di grande fascino nel cuore del centro antico di Napoli, vibrano all’unisono creatività barocca, orgoglio dinastico, bellezza e mistero, come nella volontà del suo artefice: Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero. Da vedere anche la Pudicizia di Antonio Corradini e il Disinganno di Francesco Queirolo, per scoprire i segreti di un luogo enigmatico, massonico, tutto da conoscere con gli occhi della meraviglia. 

Una fortezza sul mare

Castell dell’Ovo. Photo by DeAgostini/Getty Images.

DEA / L. ROMANO/Getty Images

Risale al 1128 e sorge sull’isolotto di Megaride: Castel dell’Ovo, nello storico rione di Santa Lucia, è una fortificazione che, nei secoli, ha svolto un ruolo difensivo ma è stato pure monastero e residenza reale. Tra i simboli della città partenopea, è il castello più antico della città: leggenda vuole che su questo isolotto approdò la sirena Partenope, che diede poi il nome all’antica Napoli, fondata da un gruppo di greci cumani attorno al VIII secolo a.C. Da vedere  il piccolo porto “Borgo Marinari” con tanti ristoranti, locali, bar e alcuni tra i più antichi circoli nautici napoletani.

Grandi artisti per un museo unico 

Mimmo Paladino, Senza titolo, 2006. Courtesy l’artista e Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, Napoli. Foto © Amedeo Benestante.

Nel cuore storico di Napoli, sulla “via dei musei”, a pochi passi dal Duomo, i tre piani del Palazzo Donnaregina, risalente all’800, accolgono il Madre, museo d’arte contemporanea Donnaregina. Fulcro e crocevia delle arti contemporanee nel capoluogo partenopeo, ospita mostre temporanee di grandi artisti internazionali e una collezione permanente che annovera, tra le altre, opere di Kapoor, Paolini, Kounellis, Clemente, Koons, Paladino, Serra.

Nella dimora del collezionista

Allan Kaprow, Stockroom, 1957-1964-2016, Casa-Morra, Archivio d’Arte Contemporanea, foto di Amedeo Benestante © Courtesy Fondazione Morra.

photo © Amedeo Benestante

Nato da un’idea del mecenate Giuseppe Morra, Casa Morra è un complesso di 4.200 metri quadrati ospitati nel Palazzo Cassano Ayerbo D’Aragona, dove ha trovato casa la straordinaria collezione del suo fondatore: oltre 2000 opere presentate con percorsi tematici, da Gutai agli Happening, Fluxus, Azionismo Viennese, Living Theatre, Poesia Visiva fino alle ricerche più avanzate italiane e straniere. Casa Morra aggiunge un nuovo capitolo al progetto “Quartiere dell’arte”, volto alla riqualificazione di un’area a ridosso del centro storico di Napoli, in cui è attivo anche il Museo Hermann Nitsch Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee creato nel 2008 dalla Fondazione Morra.

Fucina d’avanguardia

Un’opera di Giovanni Anselmo, in cartellone alla galleria Lia Rumma fino al 29 aprile 2023.

Negli anni Sessanta, due giovani e intraprendenti collezionisti salernitani, Lia e Marcello Rumma, si promuovono una serie di mostre ed eventi che catalizzano l’attenzione del pubblico su una nuova generazione di artisti. Nel 1970, dopo la morte di Marcello, Lia Rumma si trasferisce a Napoli e  l’anno successivo apre la galleria d’arte che porta il suo nome con la personale “L’Ottava Investigazione (A.A.I.A.I.) proposizione 6” di Joseph Kosuth, pioniere dell’Arte Concettuale. Lia Rumma indirizza la propria ricerca su movimenti artistici contemporanei nazionali e internazionali come Arte Povera, Minimal Art, Conceptual Art, che segue con grande passione e competenza. Attualmente, da vedere, la mostra personale “Le mie montagne” di Anselm Kiefer.

Design – contemporaneo – d’autore: EDIT Napoli

Serena Eller Vainicher, Design Community, photo courtesy EDIT Napoli.

SERENA ELLER

La fiera dedicata al design editoriale e d’autore si terrà quest’anno dal 6 all’8 ottobre. Napoli animerà diversi luoghi di prestigio del capoluogo campano, confermando la sua presenza non solo a livello nazionale ma anche internazionale nel panorama delle manifestazioni dedicate al mondo dell’abitare. Una grande novità per il prossimo ottobre è la nuova location principale della manifestazione, che per la prima volta sarà ospitata negli spazi dell’Archivio di Stato di Napoli, con sede nel complesso monumentale dei SS. Severino e Sossio, uno dei più importanti e antichi centri della spiritualità benedettina del Mezzogiorno. EDIT Napoli aprirà così ai suoi visitatori anche le porte di luoghi rappresentativi della cultura partenopea. Si riconferma così il ruolo centrale della città, terreno fertile per la nascita e lo sviluppo di progetti e collaborazioni che ormai da cinque anni coinvolgono i creativi provenienti da ogni parte del mondo. Anche quest’anno è confermata la sezione dedicata ai giovani designer, artigiani e alle piccole società di imprenditori sotto i 30 anni o società costituite da non più di 3 anni. 

Andar per Ville

Villa Campolieto, Ercolano. Photo courtesy Fondazione Ente Ville Vesuviane.

Si chiama “Il Miglio d’Oro” ed è un’area di fascia costiera (oggi SS18), che dai quartieri di San Giovanni a Teduccio e Barra porta a Torre del Greco attraversando San Giorgio a Cremano, Portici ed Ercolano, tra il Vesuvio e il Golfo di Napoli. Qui si incontrano 122 ville che dal 1997 sono patrimonio di Biosfera dell’UNESCO. Nel 1738 Carlo di Borbone e la consorte individuarono Portici come località per costruire una nuova Reggia: di qui il proliferare di sontuose ville e vasti giardini, in stile rococò e neoclassico, che la corte dei nobili a seguito dei Borbone commissionarono ad architetti del calibro di Vanvitelli, Fuga, Vaccaro, Sanfelice e che oggi sono visibili nei comuni di Napoli, San Giorgio a Cremano, Portici, Ercolano, Torre del Greco. Due gli itinerari: 1) il Museo diffuso del Territorio e delle Ville Vesuviane nel territorio di Ercolano per visitare Villa Campolieto, Villa Ruggiero e il Parco sul Mare della Villa Favorita; 2) il Museo Leopardiano di Villa delle Ginestre a Torre del Greco con un percorso su Giacomo Leopardi che qui trovò l’ultima sua dimora, dove scrisse La ginestra e Il tramonto della luna.

A piedi sul Vulcano

Il Parco Nazionale del Vesuvio propone 11 sentieri per una lunghezza complessiva di 54 chilometri. Photo DEA / S. AMANTINI / Collaboratore/ Getty Images

DEA / S. AMANTINI

Armatevi di scarpe da trekking: il Parco Nazionale del Vesuvio propone 11 sentieri per una lunghezza complessiva di 54 chilometri. Tra i più suggestivi c’è “il sentiero del Gran Cono” che rappresenta un’esperienza unica, per l’emozione di camminare lungo il cratere di un vulcano attivo e per il panorama mozzafiato che si può godere sulla Campania e fino al Lazio.

Bellezza sì… ma a fin di bene

Caravaggio, Sette opere di misericordia, (1607).

Un capolavoro del periodo napoletano di Caravaggio, il dipinto Sette Opere di Misericordia, affiancato da sei opere di grandi Maestri del Seicento. La Chiesa del Pio Monte di Misericordia, tra i tesori barocchi della città, conserva importanti opere d’arte del primo Seicento e ospita sull’altare maggiore il famosissimo dipinto del primo soggiorno napoletano del Caravaggio, che compendia le azioni di solidarietà ancor oggi svolte dal Pio Monte.

Memorie dal sottosuolo (partenopeo)

Metropolitana di Napoli: Karim Rashid, Synapsis, 2010, photo courtesy ANM Azienda Napoletana Mobilità S.p.A.

È la tappa immancabile per qualsiasi viaggiatore: a Napoli non si può fare a meno di sperimentare un’escursione nei sotterranei, un viaggio lungo un tragitto a 40 metri di profondità tra cunicoli e cisterne. Ovvero immergersi completamente nel percorso storico, lungo 2400 anni, che ha affrontato la città di Napoli e i suoi abitanti. Per ammirare reperti storici che spaziano dall’acquedotto greco-romano ai rifugi antiaerei della Seconda guerra mondiale. Un tour nella macchina del tempo. Amate l’arte contemporanea? Non lasciatevi sfuggire nemmeno le stazioni della metropolitana di Napoli. Il progetto “Le Stazioni dell’Arte di Napoli”, infatti, è tra i più importanti interventi di architettura e Public Art degli ultimi vent’anni. Tutte le stazioni della Linea 1, inaugurate dal 2001, sono l’esito di un intervento voluto dall’amministrazione comunale per dare qualità estetica ai luoghi della mobilità pubblica. La progettazione delle stazioni è stata affidata ad architetti e designer quali Àlvaro Siza, Eduardo Souto de Moura, Dominique Perrault, Oscar Tusquets, Karim Rashid, Gae Aulenti, Alessandro Mendini. Gli spazi interni ed esterni delle stazioni hanno accolto, con il coordinamento di Achille Bonito Oliva, oltre 250 installazioni site-specific. Risultato: un museo decentrato di arte contemporanea distribuito sull’area urbana.

Le bellezze di Pompei ed Ercolano: riapre l’ala occidentale del MANN.

L’imponente scalinata del MANN di Napoli Photo courtesy MANN Napoli.

L’ala occidentale del Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) riapre i battenti dopo 50 anni di chiusura e ristrutturazione, aggiungendo 2000 metri quadrati di spazio e diventando uno dei più grandi musei di archeologia classica al mondo. La galleria dell’ala del MANN presenta una nuova mostra dedicata esclusivamente alla Campania di epoca romana. 240 manufatti, tra cui sculture, pitture murali e iscrizioni, provenienti da città chiave tra cui Pompei ed Ercolano. La mostra presenta opere come le sculture che ornavano l’anfiteatro dell’antica Capua, gli affreschi murali della basilica di Ercolano e una famosa quadriga in bronzo di Ercolano, mai esposta prima. Inoltre, la recente ristrutturazione prevede il recupero del “braccio nuovo” abbandonato del museo, costruito negli anni Trenta.

Dove soggiornare: Hotel Romeo, arte e benessere

Hotel Romeo Napoli, photo courtesy Hotel Romeo.

Luxury hotel a cinque stelle, situato all’interno del centro storico della città con vista sul Golfo di Napoli, è l’hotel più innovativo di Napoli grazie alle sue collaborazioni con archistar: l’edificio, sede storica della flotta Lauro dell’omonimo comandante, è stato interamente riprogettato dal famoso architetto giapponese Kenzo Tange. L’hotel possiede una collezione privata di più di 100 opere d’arte presenti all’interno della struttura, lavori di artisti del calibro di Mario Schifano e di Andy Warhol. A disposizione degli ospiti la Romeo The SPA by Sisley Paris, che incorpora le più avanzate tecnologie per il benessere, tra cui una Stanza del Sale, vasca Airpool e sauna Finlandese. Da non perdere una visita alla splendida piscina. Per gli amanti della buona cucina c’è il ristorante stellato  Il Comandante, guidato dall’Executive chef Salvatore Bianco e una cantina dei vini con oltre 1500 etichette. Nei prossimi mesi nascerà Romeo Collection con la nuova apertura di Romeo Roma, prevista nella seconda parte del 2023 ed affidata allo Studio Zaha Hadid.

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