In una palazzina anni Venti nel cuore della capitale, l’architetto partenopeo Paola Sola porta in scena un appartamento in stile bourgeois, che è un inno alla magia della luce naturale.
La luce naturale è la protagonista di questa casa-galleria a Roma
La luce naturale si fa portavoce di un progetto di ristrutturazione nell’antico quartiere Salario – il viale nato nei primi anni del secolo scorso – che prende il nome dall’omonima via consolare, chiamata così dagli antichi romani perché usata originariamente per il trasporto del sale. Qui, a fare bella mostra di sé è, senza ombra di dubbio, Villa Albani. Un vero e proprio capolavoro settecentesco, ideato appositamente per ospitare la prestigiosa collezione di antichità curata da Winckelmann e, di proprietà del Cardinale Alessandro Albani. Tra queste – solo per citarne alcune – le sculture e le opere d’arte del Perugino, Tintoretto, Guercino, Van Dyck e molte altre. Ma, a sfoggiare dipinti, quadri alle pareti e cavalletti con tele colare, è anche un appartamento romano di proprietà di una giovane ragazza napoletana che, proprio nella capitale, era alla ricerca di un pied-à-terre. Artefice del progetto di ristrutturazione è stato l’estro creativo dell’architetto partenopeo Paola Sola, la quale ha dato vita a un appartamento di 115 metri quadri – proprio nel celebre quartiere Salario – che ripropone l’essenza dei palazzi borghesi in stile Liberty con un tocco contemporaneo che fa dell’arte, il suo punto di forza. Infatti, come commenta l’architetto, «all’interno del progetto non mancano le tele e bozzetti sparsi ovunque, oltre che un cavalletto sempre pronto per soddisfare il notevole estro pittorico della giovane proprietaria». E così, al piano attico di un palazzo degli Anni Venti, un appartamento dalla pianta a forma di ventaglio, apre le sue finestre sui tetti di Roma.
Daylighting, l’arte di arredare con la luce 115 mq
«Il progetto commissionato aveva come richiesta principale quella di aprire alla zona giorno, esposta a sud, la parte retrostante adibita alla cucina esposta a nord, quindi estremamente buia e con un’unica apertura», commenta l’architetto Paola Sola. Inoltre, grazie anche alla conformazione dell’ingresso dell’appartamento, «un’altra richiesta del progetto è stata l’esigenza di separare la prima camera, da adibire a studio, dal resto della casa e di rendere le stanze autonome anche per i servizi». Infatti, nella zona dedicata all’ingresso – uno spazio realizzato completamente a scomparsa, in uno spicchio di spazio a forma triangolare – è stato ricavato un piccolo bagno ospiti a uso dello studio. «Un altro desiderio», spiega l’architetto, «è stato quello di non stravolgere la struttura originale dell’appartamento, mantenendo quindi quell’aria in stile “bourgeois” in una promenade fluida dove le camere sono tutte comunicanti tra loro». Non a caso, nelle stanze tutto è rimasto come era in origine. Dai gessolini, ai rosoni sino ai radiatori. E poi ancora dagli archi alle porte, alcune di queste riprese e, altre rifatte come le esistenti. «Siamo intervenuti solo su alcune pareti lasciate a delavè che erano celate dai parati che foderavano tutte le camere solo come memoria di un tempo passato», spiega l’architetto. All’intervento svolto nelle camere si è affiancato poi quello che ha stravolto il retro, comprendente l’ex corridoio, la cucina e il bagno di servizio. In quest’area, «rimuovendo un’intricata maglia di tramezzature e controsoffitti è emerso l’originario soffitto a voltine di mattoni lasciato a vista», che sovrasta l’intera area adibita alla nuova cucina e sala da pranzo.
Una promenade fluida fatta di opere d’arte e pezzi di design trasforma la casa in un museo
All’interno di questa casa-museo romana, la prevalenza del bianco fa da cornice ai tocchi di colore dei complementi d’arredo e delle opere d’arte realizzate dalla proprietaria. Ne sono un esempio le pareti connotate da arcate che – proprio come in un quadro – incorniciano i vari ambienti o, i candidi pavimenti realizzati con cementine artigianali di Yann, che ricoprono tutta l’area dedicata alla cucina e si innestano nella zona giorno arricchita da un parquet in rovere. «Per la maggior parte l’arredo è caratterizzato da mobili di famiglia accostati a nuovi oggetti di design colorati dal tocco vintage», spiega l’architetto. Infatti, a fare bella mostra di sé nell’ambiente dedicato al living – uno spazio dalla forma romboidale – sono due complementi d’arredo vintage ri-tappezzati. Il primo è un divano sui toni del rosso corallo e, il secondo, una poltrona con sfumature di viola che, entrambi si accostano perfettamente al celebre divano letto firmato Campeggi, color giallo ocra. Spostandosi nella zona cucina, l’isola centrale – posta in asse con il living – si illumina e prende vita attraverso la lampada girevole Potence di Vitra. Qui, «eliminate le barriere precedenti, la cucina-pranzo ha dato vita a un ambiente aperto che dialoga con le prospettive dei vari punti di vista delle camere e ne assorbe la luce». Note accese di colore contraddistinguono poi il bagno, un ambiente stretto e lungo, rivestito con le piastrelle Pittorica di Bardelli. Infine, nella camera da letto a fare da spalliera è una parete centrale che nasconde nel retro la cabina armadio.
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